Crisi climatica, vincono i peggiori

Gli infestanti trionfano, gli impollinatori rischiano l'estinzione. L'indagine del WWF Italia

L’erba cattiva non muore mai, e neanche gli insetti. Gli insetti più invasivi, infestanti e nocivi sopravvivono con più facilità alla crisi climatica. Mentre in questo clima che sta cambiando più velocemente di quanto sia stato valutato dagli scienziati, le specie più specializzate sono le più colpite dalla crisi climatica, come impollinatori, in prima fila api selvatiche e farfalle.

insetti nocivi wwf italia 2026

“Gli scenari del 2050 del cambiamento climatico sono molto simili a quelli che stiamo già vivendo oggi” afferma Maria Grazia Midulla WWF Italia in apertura del webinar: “Insetti e persone: chi vince e chi perde nel clima che cambia?”

“La sfida ora è cercare di stabilizzare il clima per il benessere nostro, più che per il Pianeta che troverà altri adattamenti” conclude.

Non solo agricoltura, anche rischio per la salute dell’uomo

Gli invertebrati sono un elemento sensibile al cambiamento climatico e possono rappresentare uno strumento di analisi nel verificare “quali sono gli effetti e le risposte di resilienza” sottolinea Valerio Renzoni, WWF YOUng Climate & Energy Activities Coordinator che espone i risultati dell’indagine svolta.

impatto crisi climatica su insetti wwf Italia giugno 2026

Gli insetti invasivi sono nocivi per l’agricoltura intaccando la sicurezza alimentare, ma anche per le persone, facendo da vettori a patogeni che attaccano direttamente l’uomo come le zanzare (febbre West Nile) e le zecche (encefalite da zecca).

L’aumento delle temperature sta ampliando le aree idonee a questi animali. Diventa sempre più necessario attuare misure di mitigazione come: abbattere le emissioni; attuare la nature restoration law, transizione ecologica e attenzione agli ecosistemi. Rispetto la parte sanitaria diventa strategico integrare in un approccio unico su salute umana, ambiente e fauna.

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Le “vie ronzanti” e l’inganno dei finti rimedi biologici

“Diventa sempre più strategico mantenere attivi i corridoi ecologici. Le cosiddette vie ronzanti in grado di facilitare lo spostamento dei grandi impollinatori” evidenzia Franco Ferroni, responsabile Agricoltura & Biodiversità presso WWF Italia. “Anas, Terna e Ferrovie italiane stanno lavorando in tal senso. Una sfida complessa per cui servirebbe anche lavorare su altri fronti” non ultimo l’agricoltura in cui spesso si agisce troppo con pesticidi chimici o con strategie di lotta biologica che può portare impatti inimmaginati.

Stanno scomparendo anche i ricercatori non solo gli insetti impollinatori

“Va benissimo usare olio essenziale di arancio amaro in alternativa a pesticida di sintesi, ma questo pesticida impatta sugli impollinatori. Strategico quindi lavorare sulla prevenzione e sulla agroecologia” una strategia per far crescere l’agricoltura in sinergia con la tutela della biodiversità. Infine con una punta di amara ironia: al di là del rischio di estinzione che minaccia molte specie di insetti. L’Italia e il mondo stanno affrontando un’altra silenziosa scomparsa, sottolinea Ferroni, quella dei tassonomi, dei ricercatori e degli scienziati che questi preziosi animali dovrebbero, prima di tutto, studiarli e proteggerli.

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Giornalista, video maker, sviluppo format su più mezzi (se in contemporanea meglio). Si occupa di energia dal 2009, mantenendo sempre vivi i suoi interessi che navigano tra cinema, fotografia, marketing, viaggi e... buona cucina. Direttore di Canale Energia; e7, il settimanale di QE ed è il direttore editoriale del Gruppo Italia Energia dal 2014.