Consiglio UE adotta direttiva storica per la protezione del suolo

Un quadro di monitoraggio completo, obiettivi a lungo termine e finanziamenti strategici per invertire il degrado del 70% dei suoli europei

Il suolo è una risorsa essenziale, limitata e non rinnovabile su scala umana. Fornisce servizi ecosistemici vitali come la produzione di alimenti sicuri, il ciclo dei nutrienti, lo stoccaggio del carbonio e la conservazione della biodiversità. Tuttavia, si stima che tra il 60 e il 70% dei suoli dell’Unione Europea sia in condizioni deteriorate e continui a degradarsi. Questo degrado, che include l’erosione, la compattazione, la contaminazione e la perdita di materia organica, ha un impatto negativo sulla salute umana e sull’ambiente, con un costo stimato in decine di miliardi di euro ogni anno per l’Unione.

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Foto di Markus Spiske su Unsplash.

Suolo, obiettivi e scadenze: piano per il 2050

La nuova direttiva sul monitoraggio e la resilienza del suolo, la cui posizione è stata adottata formalmente dal Consiglio UE il 29 settembre 2025, ha come ambizioso obiettivo a lungo termine quello di garantire che tutti gli ecosistemi del suolo europei siano sani entro il 2050. Per raggiungere questo traguardo, la direttiva istituisce un quadro di monitoraggio del suolo a livello comunitario, e valuta la situazione attuale del suolo in tutta l’Unione. Nonostante non imponga agli Stati membri un obbligo vincolante di raggiungere lo stato di suoli sani entro il 2050, la Commissione valuterà i progressi compiuti e l’eventuale necessità di modifiche.

Misure concrete: distretti, monitoraggio e finanziamenti

Il provvedimento introduce misure concrete per affrontare il degrado del suolo. Gli Stati membri dovranno stabilire distretti del suolo e unità di suolo per scopi amministrativi e di monitoraggio. Saranno inoltre tenuti a istituire un quadro di monitoraggio per garantire la salute del suolo, l’impermeabilizzazione e la rimozione del suolo, con l’obbligo di effettuare le prime misurazioni entro 60 mesi dall’entrata in vigore della direttiva e misurazioni successive ogni sei anni.

La direttiva prevede anche l’istituzione di un registro dei siti potenzialmente contaminati entro 48 mesi dall’entrata in vigore. Questo registro, che dovrà essere pubblico e accessibile online, conterrà dati e informazioni sui siti inquinati e sulle azioni necessarie per la bonifica.

Per sostenere l’attuazione di queste misure, la direttiva prevede che i programmi finanziari dell’Unione forniscano il supporto necessario. L’attuazione della direttiva sarà sostenuta da diversi fondi e programmi, inclusi la Politica Agricola Comune (Pac), il programma Life e il dispositivo per la ripresa e la resilienza.

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Un pilastro del Green Deal europeo

Questa direttiva è un elemento chiave delle politiche ambientali dell’UE. Si inserisce perfettamente nel quadro del Green deal europeo e contribuisce direttamente al conseguimento di vari obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite, in particolare quelli relativi alla sicurezza alimentare, alla salute, all’acqua pulita, all’azione per il clima e alla vita sulla terra. L’importanza di questa iniziativa è ribadita dal fatto che la salute del suolo è considerata fondamentale per raggiungere gli obiettivi di neutralità climatica entro il 2050.

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