Nazioni Unite: la transizione energetica non è equa

Rinnovabili decollano ma rimangono ostacoli strutturali: il rapporto

Dall’Accordo di Parigi, le tecnologie per l’energia rinnovabile hanno vissuto una trasformazione notevole: secondo il rapporto delle Nazioni Unite, Seizing the moment of opportunity, si sono superate le proiezioni più ottimistiche ma rimangono ostacoli strutturali. Il mondo è a un punto di svolta, pronto per un’ampia transizione da sistemi energetici basati sui combustibili fossili a quelli alimentati da fonti pulite. L’energia solare ed eolica è ora l’opzione più economica e rapida per la nuova produzione di elettricità.

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Nel 2024, il costo medio globale per generare elettricità da un nuovo impianto solare fotovoltaico era il 41% più economico, e quello dell’eolico onshore il 53% più economico, rispetto all’impianto a combustibili fossili meno costoso. Tra il 2010 e il 2022, in molti Paesi, solare ed eolico sono diventati competitivi senza bisogno di sussidi. Questo calo dei costi si estende anche alle tecnologie di supporto come l’accumulo a batteria, i cui costi sono scesi del 93% tra il 2010 e il 2024.

Crescita esponenziale di rinnovabili e auto elettriche

Gli investimenti globali nell’energia pulita hanno superato per la prima volta circa 2 trilioni di euro nel 2024, avendo già superato quelli nei combustibili fossili nel 2016. La crescita delle rinnovabili sta scavalcando i combustibili fossili nel settore energetico. Nel 2024, le rinnovabili hanno rappresentato il 92,5% di tutte le nuove aggiunte di capacità di produzione di elettricità. Tra il 2015 e il 2024, la capacità annuale globale di rinnovabili è aumentata di circa 2.600 GW, un incremento del 140%, mentre quella dei combustibili fossili è cresciuta solo di 640 GW, pari al 16%.

Le proiezioni dell’Iea indicano traguardi storici per i prossimi anni. Nel 2025, la produzione di elettricità da fonti rinnovabili supererà per la prima volta quella del carbone. Entro il 2026, solare ed eolico insieme supereranno la produzione nucleare. Si prevede che nel 2029, l’energia solare diventerà la più grande fonte di energia rinnovabile, superando l’idroelettrico. Anche le vendite di veicoli elettrici hanno registrato un aumento spettacolare, del 3.300% tra il 2015 e il 2024, passando da 0,5 milioni all’anno a oltre 17 milioni.

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Benefici economici e occupazionali e le nuove sfide

La nascente economia dell’energia pulita sta già contribuendo in modo significativo alla crescita del Pil e alla creazione di posti di lavoro. Nel 2023, il settore ha aggiunto circa 270 miliardi di euro all’economia globale, contribuendo al 10% della crescita del Pil mondiale. I posti di lavoro nel settore dell’energia pulita hanno raggiunto un totale di 34,8 milioni nel 2023, di cui 16,2 milioni nelle sole energie rinnovabili, con un aumento del 72% dal 2015.

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La transizione energetica offre anche benefici in termini di sicurezza energetica. Circa il 74% della popolazione mondiale vive in Paesi che sono importatori netti di combustibili fossili, esposti a prezzi volatili e interruzioni delle forniture. La dipendenza da questi mercati ha contribuito alla crisi del costo della vita del 2022, con i consumatori che hanno speso in media il 20% in più per le bollette energetiche rispetto alla media dei cinque anni precedenti.

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Nazioni Unite: transizione iniqua, barriere e sfide strutturali

Nonostante i progressi, la transizione non sta avvenendo al ritmo e su scala necessari per sostituire completamente i combustibili fossili. Il rapporto sottolinea la forte concentrazione degli investimenti e della distribuzione tecnologica in Cina e nelle economie avanzate.

  • Concentrazione geografica: alla fine del 2024, il 41% della capacità rinnovabile globale era installata in Cina, il 39% nei paesi Ocse, e quasi la metà del restante 20% in Brasile e India. L’Africa, pur possedendo un potenziale di risorse rinnovabili dieci volte superiore alla sua domanda energetica prevista per il 2040, rappresenta solo l’1,5% della capacità totale installata a livello globale. Dal 2016, meno di un euro su cinque investiti nell’energia pulita al di fuori della Cina è andato ai Paesi in via di sviluppo e alle economie emergenti (Emde).
  • Fondi insufficienti: per raggiungere gli obiettivi dell’Accordo di Parigi e degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, gli investimenti annuali in energia pulita negli Emde al di fuori della Cina dovranno aumentare di 5-7 volte rispetto ai livelli del 2022.
  • Infrastrutture e politiche: le reti elettriche obsolete e insufficienti stanno diventando un collo di bottiglia. Inoltre, i sussidi governativi ai combustibili fossili rimangono elevati, e la resistenza politica da parte di interessi legati a questi combustibili continua a rappresentare un ostacolo.

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Il rapporto delle Nazioni Unite conclude che, pur essendo a un punto di svolta, il successo della transizione richiederà un’azione decisa per superare queste barriere, garantendo che i benefici siano distribuiti in modo equo e inclusivo per tutti.

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