Biodiversità, le conclusioni del Consiglio UE per la Cop17

Verso la Conferenza di Yerevan

Le conclusioni approvate dal Consiglio dell’Unione Europea, delineate nel documento ufficiale (14367/26), tracciano la rotta strategica in vista della 17a riunione della Conferenza delle Parti della Convenzione sulla Diversità Biologica (Cop17), che si terrà a Yerevan, in Armenia, dal 19 al 30 ottobre prossimi. Il pacchetto negoziale comprende anche la preparazione alla 12a riunione della Cop in veste di Riunione delle Parti del Protocollo di Cartagena sulla biosicurezza (Cop-Mop12) e alla 6a riunione della Cop in veste di Riunione delle Parti del Protocollo di Nagoya sull’accesso e la ripartizione dei benefici (Cop-Mop6).

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Foto di Azaz Ahmad su Unsplash.

La perdita di biodiversità viene definita, senza mezzi termini, come una minaccia globale ed esistenziale per l’umanità, strettamente interconnessa con il cambiamento climatico, la sicurezza alimentare, la salute e la gestione dell’acqua.

L’urgenza dell’accelerazione e il monitoraggio dei progressi

Nonostante i passi avanti compiuti attraverso l’adozione e la revisione di numerosi Piani d’Azione e Strategie Nazionali per la Biodiversità (Nbsaps) allineati al Quadro Globale per la Biodiversità di Kunming-Montreal (Kmgbf), il Consiglio dell’Unione Europea evidenzia che gli attuali sforzi non sono sufficienti per centrare i traguardi fissati per il 2030 e gli obiettivi a lungo termine per il 2050.

Viene rimarcata la necessità di un cambio di passo radicale attraverso una volontà politica accresciuta e un approccio che coinvolga l’intera struttura governativa e la società nel suo complesso. Il quadro di monitoraggio del Kmgbf deve essere ulteriormente messo a terra sfruttando i processi informativi esistenti per evitare oneri amministrativi superflui, valorizzando anche il ruolo chiave della scienza e della piattaforma Ipbes.

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Finanziamenti, risorse e meccanismo sulle sequenze digitali

Un pilastro fondamentale della strategia europea riguarda la mobilitazione delle risorse finanziarie da ogni fonte possibile. Nel 2024, i finanziamenti internazionali specifici per la biodiversità erogati attraverso l’Aiuto Pubblico allo Sviluppo hanno raggiunto circa 17 miliardi di euro, mentre i fondi correlati hanno toccato i 30 miliardi di euro, confermando l’Unione Europea e i suoi Stati membri come i maggiori contributori mondiali.

Sul fronte innovativo, il meccanismo multilaterale per la condivisione dei benefici derivanti dall’uso delle informazioni sulle sequenze digitali (Dsi) sulle risorse genetiche, inclusi il Fondo di Cali e il mantenimento dell’accesso aperto per la ricerca scientifica, è considerato cruciale. Sebbene si registri preoccupazione per il basso numero di contributi volontari da parte del settore privato. Parallelamente, il Consiglio UE ribadisce l’urgenza di eliminare o riformare gradualmente gli incentivi e i sussidi dannosi per la biodiversità, potenziando quelli positivi.

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Sinergie climatiche, tutela marina e diritti delle comunità locali

Il documento ribadisce l’importanza cruciale di rafforzare le sinergie tra le tre Convenzioni di Rio — biodiversità, clima e desertificazione — promuovendo soluzioni basate sulla natura e approcci basati sugli ecosistemi.

Per quanto riguarda gli oceani, l’Unione Europea sottolinea la necessità di accelerare la protezione di almeno il 30% delle aree marine entro il 2030, accogliendo con favore la recente entrata in vigore dell’accordo Bbnj sulla biodiversità oltre le giurisdizioni nazionali.

Grande risalto viene dato anche al ruolo fondamentale delle popolazioni indigene e delle comunità locali, ribadendo la centralità del rispetto dei diritti umani, dell’uguaglianza di genere e della piena partecipazione all’interno dei neonati organi sussidiari dedicati.

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