
Un approccio “from cradle-to-the-grave”
Quando si valuta l’impatto di una vettura, ha spiegato Hermann Pengg, Head of Project Management e-fuels di Audi, l’approccio più efficace è quello “cradle-to-the-grave” che analizza le emissioni dei processi produttivi “dalla culla alla tomba”. Si tratta di una modalità operativa che valuta la vettura nella sua totalità calcolando le emissioni prodotte dai processi di produzione dell’auto fino allo smaltimento dei rifiuti diversi componenti. Il tutto senza tralasciare l’approvvigionamento energetico della vettura stessa (se elettrica) e l’energia usata nei processi industriali delle filiere collaterali legate alla produzione di un veicolo. Attualmente le legislazioni sulle emissioni non considerano questi parametri, ma ha sottolineato il manager, sarebbe auspicabile che quest’approccio diventasse parte integrante delle politiche di riduzione delle emissioni. In questo modo si favorirebbe in modo efficace la decarbonizzazione del settore dei trasporti.
E-Mobility, l’importanza di un approvvigionamento green
Sulla stessa linea di Pengg anche Ralf Pirtzner, Vice President e Global Head of Sustainabiolity di Volkswagen, che ha sottolineato come sia fondamentale adottare una valutazione in grado di andare al di là delle emissioni che provengono dal tubo di scappamento delle vetture. E’ necessario, infatti, valutare la supply chain nella sua interezza facendo in modo che l’energia impiegata provenga da fonti rinnovabili e sia gestita secondo i parametri dell’efficienza energetica. in generale la leva principale per decarbonizzare il settore trasporti, ha spiegato il manager, è l’elettrificazione della mobilità, un settore in cui il gruppo sta destinando una serie di investimenti.
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