Aumentano i rischi fisici legati al cambiamento climatico

La capacità di svolgere lavoro fisico cala del 40% con temperature di 32°C e si riduce di due terzi a 38°C.

Le temperature estreme, ben al di sopra delle medie stagionali, stanno compromettendo la salute pubblica, l’ambiente e l’economia globale. E le proiezioni non lasciano ben sperare le temperature continueranno a salire in molte aree nei prossimi giorni.

rischi fisici legati al cambiamento climatico

Il Copernicus Climate Change Service/ECMWF, evidenzia come il 2024 sia stato l’anno più caldo mai registrato, mentre maggio 2025 è stato il secondo maggio più caldo a livello globale.

In questo contesto il nuovo studio condotto da Allianz Trade, leader mondiale dell’assicurazione crediti, mostra come a causa di tali temperature elevate si riduca  sensibilmente la produttività del lavoro inficiando negativamente sulla crescita economica.

Decrescita economica dovuta al calore

Diversi sono i dati che evidenziano la crisi economica portata dal calore. I lavoratori nei Paesi in via di sviluppo sono i più colpiti, a causa della maggiore esposizione e delle condizioni abitative meno favorevoli.

La capacità di svolgere lavoro fisico cala del 40% con temperature di 32°C e si riduce di due terzi a 38°C. Per questa ragione, a livello europeo, si prevede per il 2025 una perdita del PIL pari -0,5% e dello -0,6% a livello globale. In Italia la perdita sarà il doppio, 1,2% mentre in Francia e Germania la perdita di Pil sarà dello 0,3% e dello 0,1%. Stando all’Organizzazione Internazionale del Lavoro stima una perdita del -2,2% delle ore lavorative potenziali globali a causa dello stress da calore, pari a circa 80 milioni di posti di lavoro a tempo pieno.

Nel 2021, secondo il Lancet Countdown, sono andate perse 470 miliardi di ore lavorative, con un incremento del +37% rispetto alla media degli anni ’90.

“Le ondate di calore paralizzano l’economia”, afferma Jasmin Gröschl, senior Economist di Allianz.In generale, le persone lavorano meno. Un giorno con temperature estreme superiori a 32 gradi Celsius equivale all’incirca a mezza giornata di sciopero. Inizialmente, questo può essere economicamente gestibile in singoli casi, ma con l’aumento dei cambiamenti climatici, sia la frequenza che l’intensità di tali eventi stanno aumentando. Ondate di calore, siccità e incendi boschivi stanno diventando la ‘nuova normalità’, a cui l’economia deve adattarsi per evitare gravi perdite a lungo termine”.

“Un’altra buona notizia è che è possibile prepararsi alle ondate di calore, sia fisicamente che economicamente”, afferma Gröschl. “Perché, a differenza di molti altri disastri naturali, le ondate di calore sono prevedibili”.


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