
Al settore mancavano dei rifermenti comunitari per stabilire il miglioramento dell’impronta ambientale della propria azienda. Ecco perchè la definizione e approvazione dell’Rcp rappresenta un passaggio strategico.
“Per le nostre aziende” spiega Mariangela Grosoli, presidente del consorzio di tutela dell’Aceto balsamico di Modena Igp, “la Rcp è una codificazione delle buone pratiche che già vengono svolte da sempre. Il processo di produzione dell’aceto balsamico infatti, per sua natura non produce rifiuti impattanti e tutto è riciclabile. Salvo che per l’aspetto relativo agli imballaggi, ma si è avvertita la necessità di certificare questa aderenza al concetto di sostenibilità e rispetto dell’ambiente, in sintonia con gli normativi comunitari ma, soprattutto, con la sensibilità dei consumatori”.
Il prossimo passo del Consorzio verso il Made green in Italy è l’avvio di una campagna informativa e di sensibilizzazione. Questa servirà a supportare i produttori di aceto balsamico nelle fasi operative di analisi, valutazione e certificazione degli standard ambientali
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