Sembra una gelatina per fare dolci di più piani invece è un idrogel dalle alghe, completamente biosostenibile, in grado di far crescere le piante con una ridottissima quantità di acqua. E’ quanto hanno progettato la Facoltà di Ingegneria della Libera Università di Bolzano, insieme all’Istituto italiano di tecnologia di Genova per guardare al mondo agricolo in un modo del tutto innovativo.

Credits: Istituto Italiano di Tecnologia – © IIT, all rights reserved
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“Il nostro obiettivo – sottolinea Camilla Febo, ricercatrice di unibz/IIT – era sviluppare un materiale che non solo fosse biodegradabile e sostenibile, ma che potesse anche interagire attivamente con le piante, fornendo loro acqua e nutrienti in modo efficiente. L’idrogel che abbiamo creato è in grado di trattenere l’umidità e rilasciarla gradualmente, riducendo significativamente il consumo idrico.Questo approccio rappresenta un passo importante verso un’agricoltura più resiliente e rispettosa dell’ambiente”.

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“In questo lavoro abbiamo utilizzato esclusivamente risorse marine naturali per ingegnerizzare un idrogel che trattiene l’acqua e fornisce nutrienti alle piante. – dichiara Athanassia Athanassiou, vicedirettrice scientifica di IIT e responsabile dell’unità Smart Materials – L’ingegneria dei materiali a partire da risorse naturali è uno degli ambiti fondanti dell’unità di ricerca che coordino, con applicazioni che spaziano dall’agricoltura di precisione al packaging, dalla depurazione delle acque all’elettronica verde e alla biodiversità marina”.
“L’innovazione tecnologica deve andare di pari passo con la sostenibilità ambientale – commenta Luisa Petti, docente e responsabile del Sensing Technologies Lab di unibz – L’idrogel sviluppato in collaborazione con l’IIT di Genova è un esempio concreto di come la tecnologia possa supportare l’agricoltura, migliorando l’efficienza delle risorse e riducendo l’impatto ambientale”.
La ricerca è stata pubblicata sulla rivista ACS Agricultural Science & Technology, edita dall’American Chemical Society (ACS).
Il team
Il progetto multidisciplinare ha visto coinvolti un team di ricercatori della Facoltà di Ingegneria dell’Università di Bolzano: la ricercatrice di IIT e uniBz Camilla Febo, i professori del Sensing Technologies Lab di unibz, Paolo Lugli e Luisa Petti, in collaborazione con i prof. Tanja Mimmo e Luigimaria Borruso della facoltà di Scienze Agrarie, Ambientali e Alimentari di unibz, nell’ambito della collaborazione del Centro di Competenza sulla Salute delle Piante, e Athanassia Athanassiou, ricercatrice responsabile dell’unità Smart Materials dell’IIT con Danila Merino, ricercatrice IIT.
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