
Cibo ed energia un connubio inevitabile
Il cibo è energia, ma anche consumo di risorse primarie, come acqua e alberi e della stessa energia. Non a caso molti sposano scelte vegetariane (7,1 % della popolazione a essere vegetariana e l’1% vegana – Rapporto Italia Eurispes 2016) anche per ragioni di sostenibilità ambientale.
La Fondazione Barilla- Barilla Center for Food and Nutrition, ad esempio, sottolinea come l’abbandono delle culture asiatiche alla cucina vegetariana possa rappresentare un stress energetico e della risorsa idrica notevole per il pianeta.
Per produrre il cibo necessario ad una sola mucca servono 3 milioni e 6000 litri di acqua secondo il World Water Development Report (UN WWDR) 2015 “Water for a Sustainable World” delle Nazioni Unite. Dati sconcertanti se pensati nella prospettiva della grande distribuzione.
Quanta CO2 si può risparmiare con l’energia rinnovabile a tavola
LifeGate, basandosi sui dati della Fondazione, ha calcolato che una dieta vegetariana conduce a un risparmio annuo in termini di anidride carbonica non immessa nell’ambiente pari a 504 kg rispetto a una dieta onnivora. Un contributo significativo lo danno proprio i mezzi con cui si cucina: elettrodomestici, illuminazione e fonte di approvvigionamento. Se l’energia di cotture fosse di origine rinnovabile quindi, si risparmierebbero altri 1.380 kg di CO2 l’anno.
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