Esperti di spicco nei campi della scienza, del diritto, della medicina veterinaria e della filosofia, insieme a istituzioni e organizzazioni per la tutela degli animali, hanno unito le forze per chiedere una riforma immediata e radicale del benessere animale nell’Unione Europea.

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Attraverso una lettera aperta indirizzata alla Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, un’alleanza composta da 15 organizzazioni e 33 rinomati esperti internazionali accusa Bruxelles di immobilismo. La Commissione si era infatti impegnata a presentare una proposta legislativa per porre fine agli allevamenti in gabbia entro il 2023, ma a oggi nessun testo è stato ancora emanato. Nel frattempo, si stima che circa 300 milioni di animali nell’UE continuino a vivere confinati nelle gabbie.
L’iniziativa, promossa a livello internazionale e sostenuta in Italia da Animal Equality, giunge in un momento cruciale: il prossimo 7 luglio, la Commissione europea pubblicherà la sua Strategia per l’allevamento, un passaggio chiave che determinerà se la futura proposta legislativa sul benessere animale (attesa per il quarto trimestre del 2026) conterrà o meno divieti vincolanti.
I firmatari e le tre richieste chiave
L’appello vanta l’adesione di accademici e figure istituzionali provenienti da Germania, Svizzera, Austria, Regno Unito e Stati Uniti. Tra i firmatari più noti spiccano il filosofo ed eticista Peter Singer (Princeton/National University of Singapore), la Prof.ssa Anne Peters (Direttrice del Max Planck Institute for International Law), la costituzionalista Elisa Hoven (Università di Lipsia), la giurista Charlotte E. Blattner (Università di Losanna) e tre commissari statali tedeschi per il benessere degli animali.
La coalizione ha presentato alla Commissione europea tre richieste fondamentali da includere nella riforma del quarto trimestre 2026:
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Eliminazione graduale e definitiva delle gabbie in tutti gli allevamenti europei.
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Divieto di uccisione sistematica dei pulcini maschi nell’industria delle uova.
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Garanzia di una concorrenza leale sul mercato interno, riducendo le distorsioni a danno degli allevatori che hanno già investito in standard etici più elevati e introducendo requisiti speculari per le importazioni da paesi terzi.
“Ogni giorno di inerzia da parte della Commissione europea si traduce in ulteriore sofferenza per milioni di esseri senzienti”, ha dichiarato Matteo Cupi, Direttore Esecutivo di Animal Equality Italia. “La politica sta ignorando la volontà dei cittadini e le proprie promesse, nonostante il mondo imprenditoriale e la società civile si stiano muovendo in un’altra direzione”.
Il paradosso normativo e il nodo della concorrenza sleale
L’attuale vuoto legislativo europeo sta penalizzando i paesi e gli operatori più virtuosi. Nazioni come la Germania, che hanno già introdotto norme nazionali stringenti vietando l’abbattimento dei pulcini o investendo in sistemi senza gabbie per le galline ovaiole, si trovano oggi in una posizione di svantaggio competitivo.
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Senza un quadro giuridico europeo uniforme, questi produttori devono competere con gli allevamenti di Stati membri che operano secondo standard inferiori e con le importazioni extra-UE a basso costo. Scienziati e giuristi sottolineano come solo una legge comunitaria ed equa possa garantire stabilità economica agli allevatori e, al contempo, una reale tutela degli animali.
Scienza e opinione pubblica: un fronte compatto
Le richieste dell’alleanza non poggiano solo su basi etiche, ma sono supportate da solidi dati scientifici e dal consenso popolare:
Il verdetto della scienza
L’EFSA (Autorità europea per la sicurezza alimentare), interpellata dalla stessa Commissione UE, ha confermato in diversi pareri ufficiali che l’allevamento in gabbia (per maiali, galline, anatre, oche e quaglie) causa gravi sofferenze e compromette i comportamenti naturali delle specie, raccomandando inoltre di adottare tecnologie alternative all’abbattimento dei pulcini.
Il mandato dei cittadini
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2019/2021: l’Iniziativa dei Cittadini Europei (ICE) “Fine all’era delle gabbie” ha raccolto oltre 1,4 milioni di firme certificate, spingendo la Commissione a promettere una legge entro il 2023, poi disattesa.
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2023: i dati di Eurobarometro rivelano che l’84% degli europei chiede tutele più stringenti per gli animali da allevamento.
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2025: la consultazione pubblica della Commissione ha registrato oltre 190.000 risposte, con una stragrande maggioranza a favore del bando delle gabbie.
L’appello si inserisce nella più ampia campagna internazionale “Riforma del benessere animale nell’UE – Ora!”, supportata da azioni di protesta continuative a Bruxelles e da una lettera aperta rivolta a tutti i cittadini europei per mantenere alta la pressione sulle istituzioni continentali.
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