C’è un convegno a Roma dove si parla di “empowerment” delle famiglie. Se ne parla nel più ampio contesto di efficientamento energetico e fughe di gas domestiche. Un incontro che intende mettere le famiglie al centro di una rivoluzione energetica che parte dal basso puntando dritto alle nostre abitazioni. Un obiettivo: proporre soluzioni concrete ai cittadini, allo scopo di ridurre non solo i rischi di infortuni e danni derivanti dall’utilizzo del gas nelle case, ma anche per promuovere il passaggio alle piastre a induzione, pompe di calore, fotovoltaico sui tetti, e per abbattere le emissioni. E’ la promessa di trasformare le famiglie da semplici consumatori a veri e propri prosumer di energia, cioè produttori, venditori e, in ultima analisi, detentori di ricchezza.
È questa la visione ambiziosa emersa dall’incontro di giovedì 12 giugno, che ha visto protagonisti l’Associazione Temporanea di Scopo (ATS) “Famiglie del Sole” e il colosso bancario UniCredit, un’alleanza destinata a riscrivere le regole del gioco energetico nazionale lungo un percorso di transizione complesso e sfaccettato.
La sala del Parlamentino Inail, in via IV Novembre a Roma, ospita il convegno “Famiglie: sicurezza, efficientamento energetico e sostenibilità”. Sette realtà associative – Inail, Obiettivo Famiglia, ANTA, Adiconsum, Casa del Consumatore, Federcentri e Assoutenti – si sono unite in ATS con l’obiettivo di fare informazione in modo da creare un ponte tra cittadini e istituzioni, laddove queste, sui temi energetici in capo alle famiglie, restano per lo più silenti. “Quante sono in Italia le famiglie che usano il gas in cucina? Sono 24 milioni. Se io faccio 24 milioni per un costo, diciamo di 600 €, si arriva a miliardi. Perché hanno tutti paura di noi? Perché noi partiamo dalla piccola cosa. Vogliamo che i miliardi che spendiamo in gas e petrolio rimangano nelle nostre case”. E’ il commento accorato di Federica Rossi Gasparrini, coordinatrice di “Famiglie nel Sole” e senatrice in Parlamento.
Sulle aspettative rispetto all’ATS risponde Carlo De Masi, presidente nazionale Adiconsum “Noi abbiamo presentato l’Associazione al MASE e l’aspettativa che abbiamo è quella di dare informazione e formazione a tutti i cittadini, con un progetto che ci auguriamo possa essere finanziato, in modo da mettere a disposizione le nostre strutture in tutte le città dove sarà possibile sensibilizzare cittadini e consumatori su questioni che sono per la migliore vivibilità nelle loro case ma anche negli uffici”.
Una banca raccoglie la sfida
“UniCredit ha accolto le nostre richieste: essere vicino alle famiglie,” dichiara con soddisfazione Gasparrini, sottolineando il battesimo di “Famiglie del Sole”, che segna l’inizio di questa nuova realtà per “dare dignità alle famiglie”. Non è solo una questione economica, ma un profondo riscatto sociale. “Ci siamo accorti delle difficoltà delle famiglie. Le famiglie sono la sostanza base del Paese e vengono invece spesso trascurate. Ci siamo accorti che c’è un buco di rispetto,” aggiunge Gasparrini, evidenziando una lacuna sistemica che ha ignorato il ruolo cruciale delle famiglie nel panorama energetico: il 48% dell’energia elettrica è utilizzata proprio dalle famiglie, una quota quasi pari a quella di commercio, industria e Pubblica Amministrazione messi insieme.
L’accordo con UniCredit si concretizza in piccoli prestiti, un’alternativa alle finanziarie spesso onerose. “Sostituire la piastra gas con quella a induzione ha un costo contenuto, di circa 6-700 € collocata. Allora abbiamo chiesto un credito ma per un prestito così piccolo ci rivolgiamo alle finanziarie? Che bisogno c’è di rivolgersi alle finanziarie? Anche un prestito piccolo ha modo di essere sostenuto e aiutato,” continua Gasparrini, indicando l’importanza di un supporto concreto e accessibile.

La battaglia centrale di Famiglie del Sole parte da un punto certo: dire addio al gas in cucina. Una scelta non solo economica ma anche di salute pubblica, come dimostrano ricerche scientifiche sul tema.
Nonostante il costo contenuto dell’intervento, la piastra a induzione rappresenta solo una delle sfide della riqualificazione energetica, il primo passo lungo un percorso di cambiamento più ampio. Come gruppo bancario, UniCredit intende sottolineare la priorità strategica della sicurezza abitativa nel quadro dell’efficientamento energetico del Paese.
“La sfida che abbiamo nel Paese è ovviamente più ampia. Il tema delle piastre a induzione è solo uno degli argomenti. La sfida più ampia è quella di riqualificare l’intero patrimonio immobiliare, uno dei temi principali sul tavolo dell’Unione Europea per i prossimi 20 anni. Quello che abbiamo definito è un percorso all’interno del quale – come banca strategica del Paese – vogliamo riaffermare la priorità di questi temi nell’ambito del dell’efficientamento e della riqualificazione del patrimonio immobiliare italiano”, spiega Fabio Mucci, head of Customer Experience Unicredit.
UniCredit ha iniziato ad affrontare queste sfide prima di altri, posizionandosi per fornire risposte concrete alla propria clientela. La direttiva EPBD (Energy Performance of Buildings Directive) punta a un obiettivo ambizioso: entro il 2050, il patrimonio edilizio dovrà raggiungere emissioni zero, il che significa traguardare milioni di immobili. Oneri, questi, che influiscono anche sul valore del mercato immobiliare, evidenziando una crescente preferenza per gli edifici già riqualificati rispetto a quelli che non lo sono ancora. Le esigenze abitative stanno cambiando, e UniCredit è impegnata a sostenere questa transizione. La collaborazione risulta essere un elemento chiave per andare incontro ai cambiamenti epocali richiesti da un contesto incredibilmente complesso.
La traiettoria elettrica: incentivi necessari o soluzioni pragmatiche?
La transizione verso un futuro elettrificato è inarrestabile, ma il dibattito si accende sulla modalità di attuazione. Il Presidente di Adiconsum De Masi, pur riconoscendo che “abbiamo i prezzi più alti d’Europa” e che “il futuro va verso l’elettrificazione,” solleva un interrogativo cruciale: come affrontare la questione dei soldi e degli incentivi?
Il nodo degli incentivi rimane un punto di discussione. Sono diverse le posizioni tra i vari componenti dell’Associazione di Scopo: mentre Gasparrini spinge per l’accesso ai fondi del PNRR, sostenendo che le famiglie ne hanno diritto in quanto “soggetti produttivi,” De Masi sembra orientato verso un approccio che valorizzi l’investimento diretto in apparecchiature efficienti, piuttosto che dipendere esclusivamente da sussidi.
De Masi porta l’esempio della povertà energetica, suggerendo un approccio diverso rispetto ai tradizionali bonus, per quanto benvenuti. “Se invece del bonus gli diamo le apparecchiature…” Ragionamento pragmatico che porta a esempi concreti: “Una sola lavatrice nuova risparmia 150 € di energia all’anno. E io credo che negli anni questo costo si ripaga. Abbiamo fatto questo accordo con UniCredit, e penso che anche chi non se lo può permettere, riuscirà ad accedere al finanziamento. Quindi lavoriamo sul risparmio che si genera, perché quello negli anni può pagare sia l’intervento iniziale che gli interessi. Ben vengano gli incentivi, ma se parliamo di incentivi, tutti ci diranno che ricadono sulla fiscalità generale, e che comunque li pagano tutti i cittadini italiani. Ragioniamo invece su quello che è possibile fare. Io lavorerei sulla sicurezza, sul risparmio, sulla vivibilità, sul miglioramento del patrimonio edilizio”, conclude De Masi.
In quanto all’adozione di pompe di calore e pannelli fotovoltaici, rimane la via maestra per diventare “produttori di energia,” un concetto che risuona con forza nei vari interventi. Dare alle famiglie la possibilità di generare la propria ricchezza energetica significa non solo risparmio, ma anche maggiore indipendenza e un contributo tangibile alla sostenibilità.
La “piccola cosa” da cui Famiglie del Sole ha deciso di partire, la dignità e il potere d’acquisto delle famiglie, si sta dimostrando una leva potente per un cambiamento che potrebbe avere un impatto enorme sull’economia e sulla salute del Paese. La strada è tracciata: resta da vedere come il governo e le istituzioni accoglieranno questa crescente voce delle famiglie italiane.
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