Allarme Utilitalia: estendere il sistema ETS ai termovalorizzatori costerà 350 milioni di euro l’anno

L’eventuale estensione del sistema europeo di scambio delle quote di emissione (ETS) agli impianti di termovalorizzazione rischia di trasformarsi in un boomerang economico e ambientale per l’Italia. A lanciarlo è Utilitalia (la Federazione che riunisce le aziende dei servizi pubblici di acqua, ambiente ed energia), che stima un aggravio complessivo per il sistema Paese fino a 350 milioni di euro all’anno a partire dal 2028, anno in cui la Direttiva UE prevede l’avvio della misura.

Pur condividendo l’obiettivo europeo di ridurre le emissioni di CO₂, la Federazione evidenzia come l’attuale impianto normativo presenti forti criticità, capaci di minare la sostenibilità economica della gestione dei rifiuti in Italia.

Insomma a quanto pare inquinare di meno è un costo che non ci possiamo permettere. Su questo allarme di Utilitalia torna alla mente la proposta di Enrico Mariutti: “Per una vera transizione serve un cambio di paradigma: meno tasse e più “taglie” sulla CO₂”.

Il paradosso ambientale: il rischio del ritorno alle discariche

I termovalorizzatori svolgono un servizio pubblico essenziale, trattando i rifiuti non riciclabili e gli scarti dei processi di riciclo che non avrebbero altra destinazione. Tassarne le emissioni senza aver prima strutturato soluzioni di decarbonizzazione alternative rischia di produrre l’effetto opposto a quello auspicato dal Green Deal.

Se i termovalorizzatori venissero gravati dai costi ETS mentre le discariche ne rimanessero esenti, queste ultime tornerebbero a essere economicamente più vantaggiose. Un cortocircuito normativo che colpirebbe la stessa gerarchia europea dei rifiuti.

“In assenza di alternative tecnologicamente sostenibili, un aumento dei costi della termovalorizzazione finirebbe per favorire il ricorso alle discariche, che oggi sono la principale fonte emissiva del settore, responsabili del 64% delle emissioni di gas serra del comparto“, spiega Roberto Tasca, vicepresidente di Utilitalia con delega agli Affari europei. “Una misura di questo tipo rischierebbe di arrecare un danno concreto all’ambiente, oltre a determinare un inevitabile aggravio economico a carico di cittadini e imprese”.

Gli impatti economici: bollette più care per Comuni e cittadini

Le stime di Utilitalia sull’impatto economico presentano un conto salato per gli enti locali e le utenze:

  • Costo extra nazionale: fino a 350 milioni di euro all’anno.

  • Aumento delle tariffe: incremento della tariffa di conferimento di circa 45 euro per tonnellata.

Il precedente tedesco

A supporto della propria tesi, Utilitalia cita il caso della Germania, che ha introdotto una misura analoga di carbon pricing sui propri impianti di incenerimento a partire dal 2024. A oltre un anno dall’avvio, i dati sul campo indicano che la tassa non ha prodotto alcuna riduzione significativa delle emissioni o miglioramenti nei tassi di riciclo, traducendosi esclusivamente in un pesante aumento dei costi per il sistema pubblico.

Le proposte di Utilitalia: cattura della CO₂ e responsabilità dei produttori

Per ottenere una reale decarbonizzazione del settore senza compromettere la filiera, la Federazione suggerisce di puntare su strumenti mirati e tecnologicamente pronti, piuttosto che su leve puramente fiscali:

  1. Tecnologie CCUS (Cattura, Trasporto e Stoccaggio della CO₂: rappresentano l’unica soluzione ingegneristica concreta per abbattere le emissioni degli impianti Waste-to-Energy (WtE).

  2. Rafforzamento dell’EPR: potenziare la Responsabilità Estesa del Produttore per ridurre i rifiuti non riciclabili a monte.

  3. Incentivi all’efficienza energetica: sostenere gli impianti che massimizzano il recupero di energia e calore dai rifiuti.


Per ricevere quotidianamente i nostri aggiornamenti su energia e transizione ecologica, basta iscriversi alla nostra newsletter gratuita

Tutti i diritti riservati. E' vietata la diffusione
e riproduzione totale o parziale in qualunque formato degli articoli presenti sul sito.
Un team di professionisti curioso e attento alle mutazioni economiche e sociali portate dalla sfida climatica.