Nucleare, auto elettriche e carne coltivata: gli italiani tra ambizione green e scetticismo

Il dibattito sulla transizione ecologica in Italia si muove tra una forte spinta ideale e profonde resistenze pratiche, alimentate spesso da un deficit di informazione. A fotografare questo scenario è la nuova ricerca realizzata dall’istituto YouTrend per Green & Blue (il progetto editoriale di la Repubblica dedicato alla sostenibilità), presentata da Lorenzo Pregliasco in apertura del Festival Green & Blue 2026 presso il Museo della Scienza e della Tecnologia “Leonardo da Vinci” di Milano.

L’indagine, condotta tramite metodologia C.A.W.I. su un campione di 1.015 intervistati, rivela che l’82% degli italiani considera le azioni individuali decisive per fermare il cambiamento climatico. Eppure, quando si passa ai fatti, emerge una realtà molto più complessa.

Il “Paradosso del Nucleare”: divisi tra indipendenza e paura

Uno dei temi più caldi dell’indagine è il ritorno del dibattito sull’atomo. L’opinione pubblica italiana si scopre spaccata in due, ponderando attentamente vantaggi geostrategici e minacce ambientali:

Elementi di Sostegno Percentuale Timori e Resistenze Percentuale
Spinta all’indipendenza energetica 46% Gestione delle scorie radioattive 47%
Contenimento dei costi in bolletta 36% Rischio di incidenti impianti 42%

“Il percepito degli italiani sui temi di sostenibilità è positivo soprattutto su azioni come la riduzione dei rifiuti o l’energia eolica, ma guadagna posizioni anche il nucleare, soprattutto tra i giovani”, ha evidenziato Lorenzo Pregliasco, Direttore di YouTrend.

Teoria vs pratica: solo il 9% degli italiani è davvero “virtuoso”

L’indice di azione e conoscenza ambientale elaborato da YouTrend mostra un forte scollamento tra il dire e il fare. Sebbene la sensibilità teorica sia alta, le abitudini quotidiane faticano a cambiare:

  • 45% “Distanti”: quasi la metà della popolazione non applica pratiche sostenibili nella vita di tutti i giorni.

  • 46% “Intermedi”: una vasta area grigia che adotta comportamenti ecologici solo saltuariamente.

  • 9% “Virtuosi”: solo un italiano su dieci risulta pienamente informato e costantemente attento all’ambiente.

indice di azione e conoscenza ambientale

A conferma di ciò, il 76% degli intervistati ammette di non adottare “sempre” nessuno dei comportamenti ecologici proposti dal sondaggio. eppure stando all’analisi svolta da Pro Carton l’italiano è ecocentrico.  Per 7 italiani su 10, la raccolta differenziata e il riciclo non sono più solo buone abitudini, ma priorità assolute per contrastare la crisi climatica.

Fake news e nuove frontiere: i nodi di auto elettriche e carne coltivata

La ricerca sottolinea come la mancanza di informazioni corrette freni l’adozione di politiche ambientali e nuove tecnologie.

Sul fronte della mobilità elettrica regna ancora la confusione: il 16% degli intervistati è convinto (erroneamente) che i veicoli elettrici inquinino più di quelli a combustione interna se si considera l’intero ciclo di vita, mentre il 24% ammette di non saper esprimere un giudizio.

Forte scetticismo si registra anche verso la carne coltivata. Nonostante il 31% ne riconosca il merito nella riduzione della sofferenza animale, a frenare i consumatori sono la paura di perdere le tradizioni culinarie (33%) e il timore dell’impatto economico negativo sugli allevatori tradizionali (31%).

Dal “Singolo” al “NOI”: la sfida collettiva del Festival 2026

I dati di YouTrend servono da bussola per i lavori del Festival Green & Blue, che animerà Milano fino al 6 giugno con lo slogan “NOI”. L’obiettivo è trasformare le resistenze individuali in azione di comunità.

“Le grandi sfide ambientali non possono essere affrontate da soli”, ha dichiarato Federico Ferrazza, direttore di Green&Blue. “La ricerca mostra chiaramente che la sensibilità è cresciuta, ma è complesso trasformarla in azione. Per questo serve una responsabilità condivisa e la collaborazione tra comunità, istituzioni e imprese”.


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