Napoli hub della transizione marina: primo bunkeraggio di Gnl

Axpo firma svolta sostenibile per lo shipping nazionale nel porto partenopeo

Il porto di Napoli segna una svolta nello sviluppo dei servizi legati ai combustibili alternativi: per la prima volta nello scalo partenopeo, Axpo Italia ha completato con successo un’operazione di bunkeraggio di Gnl destinata a una nave da crociera, la Sun Princess del gruppo Princess Cruises, brand di punta di Carnival Corporation. Il rifornimento, avvenuto presso gli ormeggi della Stazione Marittima, è stato eseguito attraverso la modalità ship-to-ship, ossia tramite il trasferimento diretto del carburante da una nave cisterna all’altra. Per l’occasione è stata impiegata la bettolina Green Zeebrugge, una struttura galleggiante che Axpo ha già testato con successo nei mesi scorsi per inaugurare simili attività nel porto di Genova a fine 2025.

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Foto di cortesia.

Questo traguardo rappresenta un avanzamento tangibile per la decarbonizzazione del comparto marittimo, dimostrando la fattibilità su larga scala di soluzioni energetiche a ridotto impatto ambientale in uno dei nodi portuali più trafficati del Paese.

Debutto della tecnologia ship-to-ship a Napoli

Il successo del rifornimento è il risultato di un lungo lavoro di coordinamento che ha visto Axpo Italia operare in stretta sinergia con la Capitaneria di Porto di Napoli, l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale e Terminal Napoli Spa. Le parti hanno cooperato per mesi sulla gestione dei complessi profili autorizzativi e operativi, culminati nel provvedimento finale del Comandante del porto. L’atto recepisce il nuovo Regolamento sulle operazioni di rifornimento di Gnl approvato di recente dall’Autorità marittima.

Sull’importanza strategica dell’iter si è espresso l’Ammiraglio Ispettore Giuseppe Aulicino, direttore marittimo della Campania e Comandante del porto, spiegando che l’iter tecnico-amministrativo condotto dalla Capitaneria ha sempre mirato a garantire la massima sicurezza salvaguardando i normali traffici degli altri operatori. L’Ammiraglio ha poi sottolineato la rilevanza dell’evento, evidenziando come l’operazione elevi lo scalo napoletano nel panorama internazionale e spiegando che si tratta di un traguardo di assoluto rilievo per il porto di Napoli, che si affianca così a quelle poche realtà portuali del Mediterraneo dove già si effettuano operazioni di rifornimento di Gnl.

Gnl, il boom del mercato italiano nel contesto europeo

L’evento di Napoli si colloca all’interno di un quadro continentale in cui il gas naturale liquefatto ricopre un ruolo sempre più cruciale per la sicurezza energetica e la diversificazione delle fonti. I dati del recente rapporto di monitoraggio dell’agenzia europea Acer evidenziano che nel 2025 l’Unione Europea ha importato ben 146 miliardi di metri cubi di Gnl. In questo scenario, l’Italia ha registrato una progressione notevole, toccando quota 20,6 miliardi di metri cubi importati.

Si tratta di un incremento volumetrico di 6 miliardi di metri cubi rispetto all’anno precedente, un dato che posiziona il mercato italiano al secondo posto in Europa per tasso di crescita, subito dopo il Belgio. I benefici ambientali e commerciali di questa transizione sono stati evidenziati anche dai vertici della governance portuale e della logistica locale. Eliseo Cuccaro, presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale, ha definito l’ingresso del Gnl nello scalo un passaggio strategico verso una logistica marittima più sostenibile, capace di generare vantaggi immediati sulla qualità dell’aria per la comunità cittadina e di rafforzare la competitività del porto come hub innovativo.

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Sulla stessa linea, Tomaso Cognolato, amministratore delegato e direttore generale di Terminal Napoli Spa, ha rimarcato come questa innovazione proietti il secondo terminal crocieristico italiano verso la decarbonizzazione, in attesa dell’elettrificazione delle banchine, ampliando l’offerta dei servizi tecnici e permettendo alle compagnie di pianificare nuove rotte turistiche prima non praticabili.

Gli obblighi comunitari e i piani di espansione di Axpo

La spinta verso il Gnl risponde a precisi vincoli normativi internazionali, in particolare alle direttive europee del regolamento FuelEU. La normativa impone una progressiva riduzione dell’intensità emissiva delle navi, fissando un target vincolante di abbattimento dell’80% entro il 2050 prendendo come riferimento i parametri registrati nel 2020. In questo contesto normativo, l’attivazione di punti di rifornimento sicuri nei porti della penisola diventa una leva fondamentale per sostenere il rinnovamento delle flotte mercantili e crocieristiche.

Per Axpo Italia, l’operazione campana costituisce solo una parte di una più ampia strategia industriale focalizzata sul segmento Small Scale Lng e sul Bio-Gnl, con investimenti massicci avviati sia in Italia sia in Spagna. Il gruppo energetico sta strutturando una filiera logistica integrata per i trasporti marittimi e pesanti. Questo piano ha già visto l’attivazione, all’inizio del 2026, della Green Pearl, un’unità navale da 7.500 metri cubi concepita appositamente per i rifornimenti ship-to-ship e ship-to-truck nei porti italiani. A questa si aggiunge Alisos Lng, una nave da 12.500 metri cubi operativa da marzo scorso nelle acque spagnole.

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A commento dell’intera operazione, l’amministratore delegato di Axpo Italia, Simone Demarchi, ha ricordato come il comparto dello shipping e delle crociere sia atteso da un’accelerazione ecologica nei prossimi anni e come il Gnl rappresenti la risposta più matura e subito fruibile. Demarchi ha poi concluso precisando che investire nello Small Scale significa consolidare un’area di business strategica, supportando contemporaneamente la crescita sostenibile dell’intero sistema logistico nazionale.

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