L’economia del “meno”: se i salari scendono e la spesa vola del +24%

Mentre il calendario segna l’aprile 2026, i conti in tasca agli italiani raccontano una storia di profondo squilibrio. I dati Istat accendono un campanello d’allarme che non è più possibile ignorare: siamo di fronte a una “forbice” economica che sta tagliando drasticamente il potere d’acquisto delle famiglie.

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Opera di Marcello Intraina “Ma perché sprecare?” presentato al concorso “dai un taglio alla povertà energetica”

Il grande squilibrio: i numeri della crisi

Il confronto tra l’inizio del 2021 e la fine del 2025 rivela un paradosso matematico doloroso:

  • retribuzioni contrattuali: -7,8%

  • prezzi del “carrello della spesa”: +24%

In termini semplici lavoriamo per guadagnare meno, mentre ciò che mettiamo nel piatto costa un quarto in più rispetto a soli cinque anni fa. Non si tratta di una semplice fluttuazione, ma di un’erosione strutturale del benessere.

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La dieta forzata: come cambiano i consumi

Quando i numeri non tornano, le famiglie iniziano a tagliare. L’Osservatorio Nazionale Federconsumatori (O.N.F.) registra cambiamenti nelle abitudini che rasentano la drammaticità:

Abitudine di Consumo Dato Registrato
Consumo di carne e pesce -16,9%
Spesa presso i Discount +12,2%
Caccia a offerte o prodotti a scadenza 52,5% dei cittadini

Oltre la metà degli italiani oggi fa la spesa con la calcolatrice in mano, cercando sconti dell’ultimo minuto o rifugiandosi nel discount. La rinuncia a proteine nobili come carne e pesce non è più una scelta alimentare, ma una necessità di bilancio.

Oltre la crisi energetica: l’ombra della speculazione

Il conflitto in Medio Oriente e l’instabilità energetica sono i sospettati principali, ma non sono gli unici colpevoli. C’è un tema più subdolo: la speculazione.

Nonostante la discesa dei costi delle materie prime rispetto ai picchi degli anni passati, i prezzi al consumo non hanno seguito la stessa traiettoria. È il fenomeno della “viscosità” dei prezzi: salgono velocemente con le crisi, ma scendono con estrema lentezza quando l’emergenza rientra.

Le 6 Mosse per la tenuta sociale

Per evitare che la povertà energetica e alimentare diventi una condizione cronica, sono necessari interventi immediati. Ecco le priorità sul tavolo del Governo:

  1. Carburanti: proroga del taglio delle accise per tutta la stagione estiva.

  2. Fisco: rimodulazione dell’IVA sui beni di largo consumo (risparmio stimato: oltre 516 euro annui a famiglia).

  3. Energia: un Bonus Energia più robusto, innalzando la soglia ISEE a 25.000 euro.

  4. Contrasto alla Povertà: creazione di fondi specifici per la povertà energetica e alimentare.

  5. Stop Speculazione: azioni di verifica stringenti lungo tutta la filiera produttiva.

  6. Riforma Equa: interventi sul fiscal drag per restituire ossigeno a pensionati e lavoratori dipendenti.

Il punto della situazione: Senza una riforma fiscale che sostenga i redditi medi e bassi, il “carrello della spesa” rischia di diventare un lusso per pochi. La stabilità del Paese passa, oggi più che mai, dalla capacità di difendere il valore del lavoro.


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