Shift una piattaforma di confronto per affrontare la transizione oltre il PNRR

Una nuova piattaforma collaborativa promossa da Gruppo CAP. Questi i tre pilastri di sviluppo: decarbonizzazione, bioeconomia, sinergia idrico-rifiuti

“Solo cooperando con una visione di lungo periodo possiamo affrontare le sfide” così Yuri Santagostino, presidente esecutivo Gruppo Cap, alla presentazione di SHIFT. Si tratta della nuova piattaforma collaborativa promossa da Gruppo CAP che unisce industria, centri di ricerca e istituzioni per trasformare gli obiettivi climatici in modelli industriali concreti.

L’iniziativa, lanciata a Roma oggi 26 marzo, unisce per la prima volta i settori di acqua, energia e bioeconomia è strutturata secondo sei tavoli di lavori. Oggi vediamo i risultati del primo output di lavoro di uno di essi che interessa il teleriscaldamento e il recupero del calore. Impegno che rappresenta una “piattaforma di attori” in cui la “diversità è un valore“, come chiarisce Santagostino. L’iniziativa si è confrontata anche con una visione europea per cogliere il know how e le esperienze degli altri paesi così da coglierne le migliori soluzioni.

shift santagostino gruppo cap

I tre pilastri di SHIFT e le sfide che rappresentano:

decarbonizzazione, bioeconomia,
sinergia idrico rifiuti

Recupero termico, teleriscaldamento e prospettive sulla neutralità tecnologica

Il primo lavoro di analisi prodotto da SHIFT riguarda il recupero di calore partendo dal teleriscaldamento. “Si possono creare progetti di simbiosi industriale” rimarca Roberto Tomasetig energy project manager di Gruppo Cap, che evidenzia come il recupero termico mette in gioco tecnologie mature come il teleriscaldamento, ma che tremano rispetto al reperimento dei fondi iniziali. La frammentazione gestionale incide molto sulla capacità di investimento, sottolinea Valeria Grippo, Fondazione Utilitatis che ricorda i recenti dati del Blue book in cui emerge un costo di investimenti pari a 90 euro per abitante ma che non è omogeneo nelle realtà più piccole. Idrobond e PPT, suggerisce, possono rappresentare una soluzione che permette ingresso di capitali privati.

Il focus dei diversi tavoli di lavoro

  • Un progetto che affronta “tematiche difficili” come il tavolo watertech che segue le sfide del cambiamento tecnologico e dell’aggiornamento che ne segue la continua evoluzione.
  • Sul fronte della bioeconomia l’impegno è stato spingere accettazione sociale di queste tecnologie efficaci ma che richiedono una ascolto e una visione della città e dei suoi elementi in grado di cogliere elementi più legati alla natura.

Un elemento che rende “Strategico lavorare con i territori. In cui la natura perde il lato romantico, ma diventa una infrastruttura” sottolinea Matteo Pedaso, managing director partner a Land Italy. Per farlo serve contaminazione di discipline, saperi e programmazione. Questa “deve essere misurata nella sua performance, nella sua gestione e monitoraggio”. Parlando nella rendicontazione di queste performance, suggerisce Pedaso di “investimenti di gestione” più che di “costi di manutenzione”. Un cambiamento semantico che è in grado di trasformare la percezione verso azioni necessarie e altrimenti poco gradite al momento di spenderci sopra.

meglio scendere all’80% di raccolta rifiuti ma salire di qualità

  • Sinergia servizio idrico-rifiuti. Alcuni elementi strategici in agricoltura come il fosforo non sono rinnovabili. Per questo una delle sfide strategiche di SHIFT è  lavorare in modo efficace con l’economia circolare. Centrale per  questo la qualità della raccolta rifiuti. Settore su cui siamo poco efficaci ricorda “meglio scendere all’80% di raccolta rifiuti ma salire di qualità” auspica Giorgio Ghiringhelli, fondatore e AU di Ars Ambiente, associato al Cic, consorzio italiano compostatori, spostando gli obiettivi dalla raccolta al riciclo effettivo. “Manca una filiera grande e sviluppata” che guardi in modo più strutturato alla sfida italiana e europea conclude.
  • Un comparto che gode dell’esistenza di una autorità di riferimento come l’Arera.

Il ruolo del Pnrr e l’eredità raccolta per il “dopo”

Fabrzio penna Mase

Un progetto SHIFT che nasce dal PNRR e che ripropone le domande che il timore legati alla ormai prossima scadenza di questo “Piano Marshall” che ha sostenuto l’Italia e l’Europa nell’ammodernamento di reti infrastrutture e soprattutto nella creazione di strumenti di valore per sostenere la sfida della transizione ecologica.

migliorati i rapporti e le relazioni con l’Europa

Un’eredità che non sarà solo tangibile ma che ha dimostrato come “anche le amministrazioni pubbliche possono lavorare con un cronoprogramma” sottolinea Fabrizio Penna, Capo Dipartimento dell’Unità di Missione per il PNRR del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica che evidenzia anche come siano “migliorati i rapporti e le relazioni con l’Europa”.


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Giornalista, video maker, sviluppo format su più mezzi (se in contemporanea meglio). Si occupa di energia dal 2009, mantenendo sempre vivi i suoi interessi che navigano tra cinema, fotografia, marketing, viaggi e... buona cucina. Direttore di Canale Energia; e7, il settimanale di QE ed è il direttore editoriale del Gruppo Italia Energia dal 2014.