
Mentre la notizia dell’accordo tra i 195 paesi ha occupato le prime pagine dei giornali, sul web l’effetto è stato più contenuto: nell’ultimo mese nonostante i circa 3 milioni di cinguettii sull’argomento – con hastag ufficiale #cop21 o con parola chiave cop21 (Fonte: topsy.com) – il tema non è salito tra i top del momento.
In Italia, in particolare, i tweet sono stati 60 mila tra il 14 novembre e il 14 dicembre, pari al 2% del volume mondiale e al rapporto tra utenti twitter italiani e stranieri, e si sono registrati due picchi: all’apertura dei lavori il 30 novembre e alla chiusura con l’annuncio di Laurent Fabius, Presidente della Cop21. Un fenomeno influenzato, probabilmente, dalla non adeguata copertura mediatica sul tema: gli italiani si sono lamentati sia della scarsa visibilità delle notizie provenienti da Parigi (ad es. Il primo articolo sui giornali sull”accordo COP21 è a pagina 14) sia dell’inadeguatezza delle informazioni (ad es. Su #COP21 io per fortuna leggo i giornali stranieri).

Prendendo in analisi i singoli paesi il discorso cambia: solo gli Stati Uniti sono visti in buona luce (dati gli errori del passato e la volontà di cambiare rotta), mentre la Cina viene accusata di essere il maggior inquinatore del mondo e la Russia di non puntare veramente ad azioni che rispettino l’ambiente.
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