La transizione ecologica italiana passa per il mare. Il GSE (Gestore dei Servizi Energetici) e l’ONTM (Osservatorio Nazionale Tutela del Mare) hanno ufficializzato oggi una collaborazione istituzionale mirata a rivoluzionare il sistema marittimo-portuale nazionale. L’accordo punta a integrare competenze tecniche e visione ambientale per accompagnare enti pubblici, Autorità portuali e operatori privati verso modelli di sviluppo a impatto zero.
Gli obiettivi del protocollo
L’intesa non si limita a una dichiarazione di intenti, ma definisce un piano d’azione concreto per i prossimi tre anni. I punti cardine riguardano:
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Formazione e divulgazione: iniziative di capacity building per operatori e funzionari del settore.
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Supporto tecnico-scientifico: creazione di tavoli di lavoro per studiare soluzioni innovative su misura per le aree costiere.
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Accesso agli incentivi: promozione degli strumenti gestiti dal GSE per finanziare la trasformazione energetica.
Verso i “Porti Green”: le tecnologie chiave
Il Protocollo mette nel mirino una serie di interventi strutturali che cambieranno il volto delle coste italiane. Tra le priorità identificate figurano:
| Ambito di Intervento | Descrizione |
| Cold Ironing | Elettrificazione delle banchine per spegnere i motori delle navi in porto. |
| CER e Autoconsumo | Creazione di Comunità Energetiche Rinnovabili all’interno dei sedimi portuali. |
| Eolico Offshore | Sviluppo di infrastrutture per la produzione di energia dal vento in mare aperto. |
| Mobilità Sostenibile | Decarbonizzazione della logistica portuale e dei trasporti marittimi. |
L’AD del GSE, Vinicio Mosè Vigilante, ha sottolineato come il mare sia un luogo chiave per la competitività dei territori:
«Con questo Protocollo mettiamo a disposizione strumenti e capacità di accompagnamento per un comparto strategico. L’obiettivo è favorire modelli capaci di rafforzare la competitività e contribuire al percorso di decarbonizzazione del Paese».
Sulla stessa linea il Presidente di ONTM, Roberto Minerdo, che vede nell’accordo una risposta alle sfide internazionali:
«Rappresenta un passaggio strategico per rafforzare il ruolo dei porti come leve della transizione. La collaborazione con il GSE consente di integrare visione ambientale e strumenti operativi, accelerando la discussione sull’energia in un momento internazionale delicatissimo».
Un percorso in continuità
Questo accordo non nasce nel vuoto. Il GSE ha già avviato percorsi simili, come quello con l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio (Porto di Taranto), primo scalo italiano a sperimentare una collaborazione strutturata in materia energetica. L’intesa con ONTM amplia ora questo raggio d’azione, puntando a una scala nazionale per rendere l’intero sistema marittimo italiano un modello di eccellenza e resilienza.
L’accordo tra GSE e ONTM segna dunque un punto di svolta: la tutela del mare non è più solo una missione conservativa, ma una grande opportunità di innovazione industriale e indipendenza energetica per l’Italia.
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