Ecodesign l’Ue si apre alle caldaie a gas

Una soluzione che democratizza l'abbattimento delle emissioni negli edifici 

Il Regolamento Ue Ecodesign in revisione guarda in modo diverso alle caldaie condensazione e quelle tradizionali. Una scelta che segue l’atteggiamento scettico di alcuni paesi rispetto questa misura come l’Italia che di recente ha ritardato le misure di approvazione della Direttiva Epbd in modo non casuale come ha dichiarato ai microfoni di Canale Energia Massimo Milani deputato di Fratelli di Italia in occasione della XVII Conferenza sull’Efficienza energetica  organizzata dagli Amici della Terra il 26-27 novembre  Roma.

Riproponiamo qui il commento video di Milani:

Una soluzione che democratizza l’abbattimento delle emissioni negli edifici

Una soluzione che guarda “alle possibilità reali dei consumatori” come sottolinea il presidente di ProxigasPier Lorenzo Dell’Orco che richiama come “prevedere più soluzioni, non una sola” permette di “coinvolgere tutti, soprattutto i più vulnerabili”.

“Affidarsi a un’unica tecnologia – prosegue Dell’Orco – non ci permetterà di centrare gli obiettivi europei. Mettere in campo tutte le opzioni disponibili aumenta le possibilità di successo”.

“Le tecnologie possono essere più o meno sostenibili ed efficienti a seconda di come le alimentiamo – ha aggiunto il direttore generale di Proxigas, Marta Bucci –.  Ricordiamo che oggi le pompe di calore elettriche sono alimentate per il 70% da energia elettrica prodotta bruciando gas, così come il teleriscaldamento, alimentato per più del 70% da gas metano”. 

Dobbiamo sostenere la sostituzione delle vecchie caldaie con quelle a condensazione, più efficienti e progressivamente alimentate da quote crescenti di biometano e gas verdi. È essenziale proseguire su questa linea rispetto alla Direttiva EPBD, la cosiddetta “Direttiva Case Green”, che l’Italia deve ancora recepire”, conclude Bucci.

Si tratta per Proxigas, di un passo avanti importante verso un approccio più pragmatico alla transizione energetica, meno ideologico e più attento alle esigenze reali delle famiglie a differenza di quanto proposto inizialmente dal provvedimento che vedeva escludere tutte le caldaie sottovalutando il loro potenziale di riduzione dei consumi e delle emissioni, soprattutto se alimentate con gas rinnovabili.

I numeri delle caldaie a gas in Italia

Il segnale è particolarmente rilevante per l’Italia: il 70% delle abitazioni utilizza il gas naturale e il patrimonio edilizio nazionale – datato, inefficiente e per lo più condominiale – rende molto limitata la possibilità di diffusione delle pompe di calore elettriche. Su 16,6 milioni di abitazioni in classe F e G, solo 5,9 milioni potrebbero installarle; considerando anche il reddito delle famiglie, il numero scende a 1,76 milioni.

Riproponiamo qui l’intervista video a Marta Bucci “Importante riallineare la strategia europea guardando alle potenzialità dei singoli paesi” realizzata nel corso della XVII Conferenza degli Amici della Terra


Per ricevere quotidianamente i nostri aggiornamenti su energia e transizione ecologica, basta iscriversi alla nostra newsletter gratuita

Tutti i diritti riservati. E' vietata la diffusione
e riproduzione totale o parziale in qualunque formato degli articoli presenti sul sito.
Un team di professionisti curioso e attento alle mutazioni economiche e sociali portate dalla sfida climatica.