Le parole dell’ex Presidente del Consiglio Mario Draghi, pronunciate in una recente conferenza europea, risuonano come un campanello d’allarme per il futuro dell’industria automobilistica. Secondo Draghi, l’approccio alla decarbonizzazione dev’essere pragmatico e flessibile, riconoscendo che gli obiettivi attuali, in particolare per il settore auto, si basano su premesse che non sono più valide.

La scadenza del 2035 per l’azzeramento delle emissioni di scarico, pensata per stimolare un circolo virtuoso di investimenti e innovazione, non avrebbe prodotto i risultati sperati. Per Anfia, l’Associazione nazionale filiera industria automobilistica, occorre agire subito.
Draghi: l’era degli obiettivi mancati
Il piano per la transizione verde, come sottolineato da Draghi, sta affrontando una serie di criticità: l’installazione dei punti di ricarica procede troppo lentamente, il mercato dei veicoli elettrici è cresciuto meno del previsto e l’innovazione europea è rimasta indietro, rendendo i modelli elettrici costosi. Nel frattempo, il parco auto europeo, che conta circa 250 milioni di veicoli, continua a invecchiare, e le emissioni di CO2 sono diminuite di poco. Queste osservazioni mettono in discussione la strategia finora adottata e spingono a una riflessione urgente.
Anfia ha colto l’occasione per ribadire la necessità di agire immediatamente, seguendo le linee guida del Rapporto Draghi. A distanza di un anno dalla sua pubblicazione, l’associazione sottolinea l’urgenza di passare dalle parole ai fatti. Le proposte in gioco sono concrete e mirano a rendere la transizione più realistica e sostenibile per l’industria.
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Anfia: revisione dei target e diversificazione tecnologica
Tra le richieste principali di Anfia spicca la revisione dei target di CO2. L’associazione propone di ricalibrare gli obiettivi per il triennio 2025-2027, soprattutto per i veicoli commerciali leggeri, e di alzare i target per il 2030 a 75-80 g/km. Per la fatidica scadenza del 2035, l’associazione propone un approccio più flessibile: un’estensione fino a 5 anni del tempo di adeguamento e la possibilità di mantenere fino al 25% di veicoli non-Bev (Battery Electric Vehicles), in linea con un approccio tecnologicamente neutro.
Le proposte pongono anche l’attenzione sulla necessità di definire nuovi target per i veicoli industriali, considerati irraggiungibili con le attuali regolamentazioni. Ma soprattutto, l’associazione chiede un piano serio di decarbonizzazione dell’attuale parco circolante. Con un’età media superiore ai 12 anni e 250 milioni di veicoli sulle strade europee, un intervento immediato su queste vetture, i cui valori emissivi possono essere ridotti fin da subito, è fondamentale per un impatto reale e visibile sull’ambiente.
Le parole di Draghi e le proposte di Anfia sottolineano l’importanza di una strategia coerente che allinei la regolamentazione, le infrastrutture e lo sviluppo della filiera, per un settore che dà lavoro a oltre 13 milioni di persone in Europa.
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