Anfia chiede all’UE flessibilità e neutralità tecnologica

La filiera automobilistica italiana all'incontro del Dialogo Strategico UE del 12 settembre

La filiera automobilistica italiana, rappresentata dall’Anfia, protagonista all’incontro del Dialogo Strategico UE del 12 settembre con un pacchetto di proposte mirate a un approccio più pragmatico e flessibile sulla transizione ecologica. L’Associazione nazionale filiera industria automobilistica  accoglie con favore le recenti dichiarazioni della presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, sulla sovranità tecnologica e sulla necessità di rivedere i target del 2030 e 2035 in chiave neutrale, ma chiede che queste parole si traducano in azioni concrete.

Anfia
Foto di DroneflyerNick su Unsplash.

Revisione dei target e flessibilità per i veicoli leggeri

Secondo l’Anfia, è fondamentale rivedere il metodo di calcolo delle emissioni per auto e veicoli commerciali leggeri, passando da un approccio dal tubo di scappamento a un modello che consideri l’intero ciclo di vita (da WtW a Lca). L’Associazione propone inoltre di valorizzare i carburanti rinnovabili, come i biocarburanti e i carburanti sintetici, come complementari alla mobilità elettrica, e di introdurre un meccanismo che distingua i veicoli alimentati da carburanti rinnovabili da quelli che usano combustibili fossili.

È essenziale anche considerare il ruolo delle auto ibride plug-in e delle tecnologie range extender oltre il 2035, e trattare separatamente i veicoli commerciali leggeri dalle autovetture. L’analisi della loro situazione di mercato e delle condizioni necessarie per la transizione, come le infrastrutture di ricarica, dovrebbe essere condotta in modo indipendente.

Leggi anche Logistica inversa per le batterie delle auto elettriche

Anfia: misure per i veicoli pesanti e sostegno alla competitività

Per i veicoli pesanti, l’Anfia propone di anticipare al 2026 la revisione del regolamento sulle emissioni, reintroducendo la neutralità tecnologica e permettendo ai carburanti liquidi e gassosi sostenibili di contribuire al raggiungimento degli obiettivi. L’Associazione sottolinea l’urgenza di valutare lo stato delle infrastrutture di ricarica e rifornimento di idrogeno e di ridurre i costi di gestione dei veicoli a emissioni zero.

Sul fronte della competitività, si chiede l’introduzione di una politica ambiziosa per tutelare il Made in Europe, attraverso l’adozione di normative di local content e la riduzione dei costi energetici per le aziende del settore. L’Associazione propone inoltre di estendere l’elenco delle industrie ad alta intensità energetica per includere produttori di veicoli e fornitori, oltre a un quadro temporaneo di aiuti di Stato dal 2025 al 2030 per sostenere le imprese nella transizione.

Leggi anche Nuovi incentivi a fondo perduto per l’acquisto di un’auto elettrica

Filiera automobilistica italiano all’UE: rinnovo flotta e incentivi per le aziende

Per accelerare la riduzione delle emissioni del trasporto su strada, l’Anfia suggerisce la creazione di un’iniziativa europea per la rottamazione delle auto più vecchie, da sostituire con veicoli a basse e zero emissioni prodotti in Europa.

Per quanto riguarda le flotte aziendali, l’Associazione non è favorevole all’introduzione di quote obbligatorie di veicoli elettrici, ma raccomanda l’adozione di linee guida flessibili che privilegino incentivi e strumenti di facilitazione per promuovere la transizione, sostenendo le produzioni europee di veicoli e componenti. Si auspica un approccio tecnologicamente neutrale e un forte stimolo per la creazione di infrastrutture di ricarica, di rifornimento di idrogeno e la diffusione di carburanti rinnovabili.

Leggi anche Auto elettriche: UE rallenta, mercato globale accelera


Per ricevere quotidianamente i nostri aggiornamenti su energia e transizione ecologica, basta iscriversi alla nostra newsletter gratuita

Tutti i diritti riservati. E' vietata la diffusione
e riproduzione totale o parziale in qualunque formato degli articoli presenti sul sito.
Un team di professionisti curioso e attento alle mutazioni economiche e sociali portate dalla sfida climatica.