
Dai dati emerge, come si legge sul sito lafranceagricole.fr che riporta la notizia, un’incoerenza persistente tra la durata dei contratti di approvigionamento e il ritorno sugli investimenti, con l’eccezione dei casi di metanizzazione territoriale. Nel rapporto viene spiegato, infatti, come “ i contratti siano in generale di breve durata, da uno a tre anni, cinque anni nel migliore dei casi, e in ogni caso molto inferiori al ritorno sugli investimenti, che è almeno di una decina di anni”.
Il report identifica, inoltre, quelli che sono gli ostacoli a una strutturazione efficace di queste filiere In particolare, solo per fare un esempio, tra i principali colpevoli ci sarebbero l’incertezza nell’evoluzione dei prezzi, e della disponibilità della risorsa, legata al contesto macroeconomico.
Ma l’Ancre punta il dito anche contro il modello economico non stabilizzato e troppo legato agli aiuti pubblici, in particolare per quanto riguarda i costi di mantenimento e l’eterogeneità della risorsa, soprattutto per la metanizzazione.
Per far fronte a questa situazione una delle proposte dell’organismo nazionale di coordinamento sulla ricerca nel settore dell’energia è quella di generalizzare la sperimentazione di procedure di autorizzazione uniche attualmente in corso in più regioni.
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