attività mineraria
foto Pixabay

Molti dei problemi dell’attività mineraria sono di lunga data e oltre che inerenti all’attività stessa, lo sono in rapporto alle dinamiche globali. In alcuni casi si stanno acuendo, rendendoli particolarmente difficili da risolvere. Tuttavia, è fondamentale considerare le opportunità disponibili per mitigarli attraverso una leadership incisiva e un’azione complementare da parte di tutti gli attori.

Il rapporto “Closing the gaps – and accelerating progress on responsible mining” esamina gli aspetti chiave dell’ecosistema, gli attori e le loro interazioni, rilevanti per l’estrazione mineraria responsabile, compresi quelli della catena del valore minerario e quelli che esercitano un’influenza sulle pratiche del settore e sul sistema globale come: i governi, gli investitori, i finanziatori, i clienti a valle, le associazioni di settore, le iniziative volontarie, la società civile e i sindacati. 

Il rapporto individua i punti in cui sono necessari i cambiamenti più radicali e urgenti per normalizzare le attività minerarie responsabili nei confronti delle persone e del Pianeta.

L’abusato e non applicato termine Esg 

La facilità con cui il termine Esg è entrato nel lessico aziendale, come parte del business case per gestire il rischio aziendale, ha in qualche modo allontanato le discussioni dai concetti universali di giustizia, diritti, danno, privazione ed equità che sono invece alla base della necessità di fare riferimento all’Esg in primo luogo.

Allo stesso modo, i rapporti di sostenibilità delle aziende, anche se spesso colmi di parole e grafici, tacciono per lo più sulla necessità di giustizia per le comunità e gli ambienti danneggiati dall’attività estrattiva. 

E non fanno alcun cenno agli sforzi compiuti per ridurre il differenziale di potere tra gli operatori minerari e gli stakeholder locali. 

Per incorporare gli Esg si deve creare un “caso commerciale”

La prassi attuale sostiene che sia necessario creare un “caso commerciale” se si vuole indurre le aziende a incorporare l’Esg e il rispetto per i diritti degli altri nei loro normali processi di lavoro. 

Tuttavia, in un mondo in cui domina la narrazione economica, qual è il ruolo della narrazione normativa, della narrazione dei diritti: c’è sempre bisogno di un “caso commerciale” perché l’industria faccia la cosa giusta?

In assenza di una legislazione esaustiva come articolazione delle aspettative della società, è necessario creare un’argomentazione commerciale per la non privazione, ad esempio, del diritto all’acqua potabile, del diritto al sostentamento, del diritto ad un ambiente sano, del diritto ai modi tradizionali, del diritto alla rappresentanza, del diritto all’informazione e del diritto a essere liberi da intimidazioni e violenze?

Pratiche del settore e aspettative della società sempre più lontane

Più di vent’anni fa, gli amministratori delegati delle principali società minerarie hanno riconosciuto pubblicamente un divario significativo tra le pratiche del settore e le aspettative della società. 

Ciò ha portato alla creazione dell’iniziativa “Mining, minerals and sustainable development (Mmsd)”, che ha proposto un’agenda del cambiamento per allineare meglio il settore alle aspettative della società in materia di sviluppo sostenibile. 

Da allora, sono state avviate numerose iniziative per colmare questa lacuna. 

Tuttavia, i risultati delle ricerche condotte da Rmf negli ultimi sei anni hanno costantemente dimostrato che, il divario tra le norme del settore e le aspettative della società rimane molto ampio. 

I progressi nelle pratiche sostenibili rimangono lenti 

Mentre gli impegni aziendali sulle questioni Esg stanno diventando la norma, i progressi nelle pratiche responsabili sono lenti e molto variabili anche tra le aziende valutate nei Rapporti Rmi, che rappresentano alcune delle aziende più grandi, con le migliori risorse e più esposte ai media del mondo.

Ci si chiede perché anche le aziende con le migliori risorse non siano all’altezza dei loro programmi dichiarati e cosa ostacoli un reale progresso in questo settore critico a livello globale. 

Perché, come ha recentemente osservato un analista del settore minerario, l’industria è “ancora molto in fase di transizione dall’ambizione all’esecuzione” in materia di Esg?

I risultati complessivi dei Rapporti Rmi 2018, 2020 e 2022 mostrano un certo grado di miglioramento dei livelli medi di performance delle aziende.

Le aziende valutate, che rappresentano il 25-30% della produzione mineraria globale, hanno migliorato i loro risultati in media del 17% tra il 2018 e il 2020 e dell’11% tra il 2020 e il 2022. 

Nel complesso, i progressi delle prestazioni sono stati lenti e in molti casi marginali. Anche le aziende con i risultati migliori sono ancora lontane dal soddisfare le aspettative della società sulla maggior parte delle questioni. 

Particolarmente preoccupante è l’evidenza che le aziende leader stanno rallentando i loro progressi. Ad esempio, le aziende di prima fascia nel Rapporto Rmi 2022 mostrano un aumento medio dei risultati di solo il 4% rispetto ai risultati del 2020.

Un’analisi dei divari per sostenere un’azione accelerata

Il report “Closing the gaps” presenta una visione sistemica delle opportunità e delle condizioni critiche per accelerare i progressi in materia di estrazione mineraria responsabile.

Il benessere della comunità: un’area d’azione costantemente debole

L’area tematica del benessere della comunità nei rapporti Rmi ha costantemente mostrato i risultati più deboli. 

Ad esempio, nel Rapporto Rmi 2022:

  • il 50% delle aziende non dimostra di aver valutato gli impatti sulla salute legati all’attività estrattiva nelle comunità locali;
  • il 50% delle aziende non dimostra di aver valutato l’impatto delle proprie attività sulle donne;
  • solo due aziende si sono impegnate formalmente a rispettare i diritti delle popolazioni indigene alla Fpic, e nessuna azienda ha esteso questo impegno ad altre popolazioni colpite;
  • il 90% delle aziende non ha assunto impegni formali per il rispetto dei diritti dei difensori dei diritti umani.

Inoltre, la valutazione dei siti minerari dello stesso Rapporto ha rilevato che molte operazioni minerarie non sono state in grado di dimostrare che stanno informando e coinvolgendo le comunità locali su questioni critiche per la loro vita e i loro mezzi di sostentamento.

Perché la trasparenza è importante

L’importanza dell’accesso ad una condivisione significativa delle informazioni non può essere sopravvalutata. La divulgazione proattiva di informazioni di interesse pubblico può:

  • rafforzare la credibilità degli impegni e delle affermazioni delle aziende;
  • ridurre la disparità di potere tra le aziende e le parti interessate;
  • consentire un impegno informato e la definizione dell’agenda tra stakeholder e aziende;
  • migliorare la fiducia tra le aziende e gli altri stakeholder;
  • sostenere l’apprendimento tra pari a livello di settore.

La mancata divulgazione dei dati Esg dei siti minerari

La valutazione dei siti minerari del Rapporto Rmi 2022 ha confermato una sorprendente mancanza di divulgazione pubblica di dati Esg specifici per i siti minerari. 

Dei 250 valutati, la maggior parte non ha mostrato alcuna divulgazione pubblica su questioni fondamentali, non solo per le comunità locali e i lavoratori, ma anche per gli investitori, i governi, la società civile e altri stakeholder. 

Ad esempio:

  • l’83% dei siti non divulga i dati sull’occupazione locale;
  • il 70% dei siti non divulga i dati sugli appalti locali;
  • il 75% dei siti non divulga i dati sulla qualità dell’aria;
  • il 76% dei siti non divulga dati sulla qualità dell’acqua.

Le giustificazioni aziendali per la mancanza di informazioni Esg, spesso non tengono conto della necessità degli stakeholder locali di accedere a dati di interesse pubblico che riguardano direttamente la loro vita e i loro mezzi di sostentamento e, i rischi legati all’attività mineraria che devono affrontare. 

Per esempio, tra le giustificazioni addotte c’è il fatto che la divulgazione non avrebbe alcun valore e non sarebbe rilevante, oppure che poche persone sarebbero in grado di comprendere i dati forniti.

Le opportunità per un cambiamento sistemico

Le principali opportunità evidenziate nel rapporto includono considerazioni su come affrontare il conflitto di coscienza della società, le disparità di potere nel sistema, la riluttanza dei governi a regolamentare, l’accesso alla giustizia e la tensione tra profitti e Esg per gli investitori. 

L’analisi sottolinea l’importanza dell’accesso alle informazioni, di uno spazio aperto per il discorso civico e dell’armonizzazione e codificazione di norme concordate a livello internazionale per un’estrazione responsabile.

Come monitorare i cambiamenti verso un’attività estrattiva responsabile

Il rapporto si conclude con la presentazione di quattro potenziali indicatori che possono essere utilizzati per monitorare i principali cambiamenti verso un’estrazione responsabile. 

Questi includono:

  • modelli di business orientati all’Esg, con responsabilità e competenze per le questioni Esg integrate in tutte le funzioni e ai vertici delle gerarchie aziendali;
  • condivisione significativa dei dati di interesse pubblico come strumento minimo per ridurre le disparità di potere e le asimmetrie informative nelle interazioni tra azienda e comunità;
  • approccio alla prevenzione dei danni basato sui diritti, che si manifesta in azioni aziendali che vanno oltre la conformità e in relazioni aziendali che includono informazioni su come vengono gestiti e risolti gli impatti dannosi;
  • azione internazionale sull’estrazione responsabile tra i governi dei Paesi d’origine e dei Paesi produttori, compresa un’applicazione più diffusa degli strumenti legislativi e normativi e la collaborazione per la definizione di uno strumento di politica internazionale sulle attività estrattive responsabili.
Print Friendly, PDF & Email
Tutti i diritti riservati. E' vietata la diffusione
e riproduzione totale o parziale in qualunque formato degli articoli presenti sul sito.
Un team di professionisti curioso e attento alle mutazioni economiche e sociali portate dalla sfida climatica.