Utilitalia2019Nel corso dell’assemblea generale, che si è tenuta oggi a Roma, Utilitalia ha lanciato un piano di investimenti da 50 miliardi di euro nei prossimi 5 anni nei settori dell’acqua, dei rifiuti e dell’energia. Una tabella di marcia volta a “supportare la crescita sostenibile del Paese”. Questo percorso si inserisce nel solco tracciato dal Green New Deal del governo e potrebbe “creare 100 mila nuovi posti di lavoro tra occupazione diretta ed indotto e fornire una decisa spinta ai servizi pubblici del Mezzogiorno”.

“Per farlo non chiediamo fondi, ma un accompagnamento normativo non dannoso” spiega Giordano Colarullo, direttore generale Utilitalia. Tra le richieste dell’associazione: snellire le procedure operative, superare la gestione diretta dei comuni, colmare i ritardi nello sviluppo dell’approccio industriale, rafforzare gli strumenti per la promozione dell’efficienza energetica, rilanciare gli investimenti nella generazione rinnovabile, evitare l’incertezza normativa che blocca i comparti e superare le disposizioni lesive della libertà di impresa.

Idrico, 30 mld di investimenti nei prossimi 5 anni

Attualmente nel settore idrico gli investimenti delle utilities arrivano a 3 mld di euro annui, cifra che potrebbe salire ulteriormente a circa 30 miliardi nei prossimi 5 anni. La principale destinazione di queste risorse è rappresentata da interventi per la riduzione delle perdite di rete, per il miglioramento dei servizi di fognatura e dei sistemi di depurazione, per chiudere correttamente il ciclo idrico integrato; e ancora da interventi per la costruzione di serbatoi, di nuovi approvvigionamenti, del riutilizzo delle acque reflue e delle interconnessioni tra acquedotti. Per Utilitalia è “necessario ragionare su una riorganizzazione del settore idrico che parta dalla consapevolezza dell’importante sviluppo del servizio per i cittadini registrato in alcune aree del Paese grazie alla presenza di operatori industriali qualificati

Oggi una riforma del settore – sottolineato in una nota il presidente di Utilitalia Giovanni Valotti – dovrebbe favorire la nascita di nuovi soggetti industriali e lasciare libertà di scelta a quei territori che hanno dato prova di sapersi organizzare. Inoltre è ormai imprescindibile una strategia nazionale delle risorsa idrica che prenda in considerazione i diversi usi dell’acqua, non solo quello civile ma anche quello agricolo e del sistema produttivo”.

mario “La gestione dell’acqua pubblica richiede un intervento manageriale che lo stato deve garantire” spiega nell’intervista nel corso dell’evento Mario Turco, sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei Ministri. “Il problema forse è che nell’ambito del processo di privatizzazione abbiamo smantellato una scuola che è quella di manager pubblici. E’ chiaro che la scommessa è quella di un management pubblico sguinzagliato dalla politica, il management viene commisurato in base al peso obiettivo economico e sociale”.
 
E alla domanda che forse molti in sala aspettavano: un’azienda quotata in borsa si potrebbe quindi vedere levare la acqua? Il Sottosegretario risponde: “Si può pensare una soluzione mista in cui lo Stato sia garante”.

Rifiuti, investimenti da 8 mld nei prossimi 5 anni

Anche nel settore rifiuti crescono gli investimenti delle utilities: nei prossimi 5 anni si potrebbe arrivare a toccare quota 8 mld di euro. Per Utilitalia, ferma restando l’adozione di politiche che favoriscano la riduzione e il riuso, occorre che i rifiuti vengano avviati a impianti che li trattino per tornare ad essere un nuovo materiale o, qualora non fosse possibile, ne sfruttino comunque il potenziale energetico. Secondo il presidente Valotti: “andrebbe elaborato al più presto un piano nazionale sui rifiuti, sia per gli urbani che per gli speciali, che analizzi il reale fabbisogno di trattamento e acceleri, anche attraverso l’introduzione di procedure semplificate, la costruzione delle infrastrutture necessarie ad accompagnare la transizione verso l’economia circolare”.

A livello politico come evidenzia il sottosegretario, la visione è che: “per il rifiuto la soluzione è la differenziazione”.

12 mld per promuovere la green energy

Per affrontare le sfide poste dalla decarbonizzazione le utilities locali “sono pronte a realizzare investimenti pari a 12 miliardi in 5 anni anche sul fronte energetico”. Nello specifico il 50% circa di questa cifra dovrebbe andare al settore gas, il 45% all’elettrico e il 5% circa per il teleriscaldamento.

In ambito riscaldamento, in particolare, è necessario avere norme che favoriscano lo sviluppo di tecnologie green, la diffusione dei titoli di efficienza energetica e la creazione di un mix equilibrato tra le varie fonti rinnovabili, valorizzando il contributo che può venire dal comparto idroelettrico. Altro tema chiave è poi lo sviluppo di combustibili alternativi come biocarburanti, vettore elettrico e sistemi di accumulo. Il tutto puntando a incrementare la domanda di queste modalità di spostamento a basso impatto ambientale e a favorire lo sviluppo delle infrastrutture necessarie.

Mercato tutelato

Intanto, guardando, all’attualità secondo il sottosegretario il mercato tutelato è “in una fase di evoluzione. Il Governo ha rinviato una soluzione alla tematica. Questo bilancio è orientato alla salvaguardia dei conti pubblici. Penso che nei primi mesi del nuovo anno (ipotizza anche marzo) ci saranno novità in tal senso”.

Utilities pronte a investire

A livello generale, 500 imprese associate ad Utilitalia sono pronte a investire, ma devono esserci le condizioni di trasparenza e rigorosa applicazione delle norme, oltre a regole stabili. “Gran parte degli investimenti già figura nei piani industriali delle nostre aziende – ha spiegato Valotti – e sarebbe paradossale che si bloccassero a causa di ostacoli burocratici che paralizzano l’intero comparto infrastrutturale”. Per il Sud, in particolare, serve un grande piano che favorisca l’aggregazione delle imprese pubbliche esistenti sul territorio, per attrarre i privati e le grandi utilities del Centro-Nord nel capitale e nello sviluppo dei progetti.

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