La rivoluzione dello storage passa dalle scuole e porta l’energia solare nell’agone politico australiano per l’elezione del primo ministro, fissata per il prossimo 18 maggio. Il partito laburista ha infatti lanciato la proposta di un’iniziativa denominata Solar School per aggiungere 364 MW di capacità di energia solare su 4.000 scuole, installando sistemi di storage e pannelli solari.

Il finanziamento del progetto

Il progetto, firmato da Bill Shorten, leader dell’opposizione, dovrebbe essere finanziato attraverso la Clean energy finance corporation, una banca “green” di proprietà dello stato, come si legge sul sito energy-storage.news. La cifra prevista è di circa 704 milioni di dollari USA, soldi che servirebbero per la realizzazione di nuovi impianti e per il rinnovo di quelli esistenti. In questo modo gli istituti scolastici si trasformerebbero in in veri e propri virtual power plant.

Storage, domanda in crescita

Quello australiano è solo un esempio di un trend generalizzato a livello globale che vede in continua ascesa l’interesse per il settore degli accumuli. La crescente domanda di flessibilità legata alla diffusione delle energie rinnovabili, come spiega la Iea sul suo sito, pone infatti importanti sfide nel settore energetico. Su scala mondiale le previsioni parlano di una crescita della richiesta di elettricità pari al 20% nel prossimo decennio, un trend legato a doppio filo alla necessità di un cambio di paradigma che sappia declinare in modo efficace il concetto di energia distribuita.

Costi in calo

A contribuire a incrementare l’interesse per questo comparto anche il calo progressivo dei costi di queste soluzioni, che ha portato nel giro degli ultimi tre anni a triplicare le installazioni. Il settore è guidato in particolare dalle batterie agli ioni di litio, a cui si affiancano, ad esempio, quelle a zolfo-sodio e quelle a flusso, anche loro in crescita.

Le idee dal mondo delle start up

Tante sono inoltre le start up che studiano soluzioni innovative per il comparto storage. C’è, ad esempio, Charge2Change, realtà portoghese che avrebbe ideato un super condensatore ibrido da abbinare alle batterie per potenziarne le performance. Abbiamo poi Lancey, che propone un sistema combinato di riscaldamento e storage, pensato per rinnovare i circa 200 mln di vecchi impianti di riscaldamento che nel mondo continuano a immettere sostanze tossiche in atmosfera. Sylfen, infine, è una realtà francese che propone un sistema integrato di accumulo di energia e di produzione di calore-elettricità. L’elettricità in eccesso viene usata per realizzare un processo di elettrolisi dell’idrogeno in un’unità che anche ha la funzione di cella a combustibile.

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