I cosiddetti fattori di emissione, valori metrici utilizzati dall’Epa Agenzia per la protezione dell’ambiente degli Stati Uniti per misurare l’impatto ambientale di centralielettriche, raffinerie di petrolio e altri siti dell’industria potrebbero non essere così accurati. A dirlo è un articolo, pubblicato sul sito Scientific American e citato sul sito Futurism, secondo cui “l’obiettivo originale era stato quello di tracciare un quadro ampio di inquinamento. Invece, i numeri – intesi a rappresentare le emissioni medie delle attività industriali – sono stati incorporati in permessi che stabiliscono la quantità di inquinamento che le singole strutture potrebbero rilasciare. Ciò è avvenuto nonostante gli avvertimenti EPA secondo cui circa la metà di questi siti avrebbe scaricato più dei modelli previsti”.
Livelli di composti organici più alti
In particolare il focus della ricerca menzionata cita come esempio la città di Houston. Con il monitoraggio diretto, abbandonati i fattori di emissione come i parametri di confronto, i livelli dicomposti organici volatili presenti in aria si sono rivelati da 10 a 100 volte più alti.
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