Un quartiere eco-sostenibile ed energeticamente efficiente composto da: 33 mila m2 di edifici in classe A costruiti rispettando il protocollo di certificazione Itaca Marche, una piazza sul mare, 26 mila m2 di verde pubblico, 9.000 m2 di parcheggi e percorsi ciclabili e ciclo-pedonali. Si presenta così il  progetto di recupero dell’area adriatica ex Fim di Porto Sant’Elpidio (Fermo) realizzato dallo studio di architettura e design Fima di Osimo (Ancona) che prenderà il via non appena sarà conclusa la fase di bonifica dell’area.

Fima Planimetria 1024x480Un iter lungo, quello per l’approvazione, iniziato nel 2011 e terminato dopo sette anni con il passaggio in consiglio comunale e l’approvazione della variante urbanistica e del piano attuativo. Punto di incontro tra sostenibilità ed efficienza energetica, valorizzazione dell’identità storica e riqualificazione dell’esistente, il progetto vuole offrire nuove opportunità di sviluppo sociale, culturale ed economico a un’area industriale dismessa e degradata. “La qualità architettonica del progetto Fima andrà a contraddistinguere fortemente l’immagine della città, le fornirà un elemento caratterizzante grazie ad un complesso unico, con affaccio sul mare e una positiva integrazione tra pubblico e privato”, ha affermato in nota stampa il Sindaco Nazareno Franchellucci.

Le scelte tecnologiche del progetto Fima

Fima Dati 1024x724Prima dell’avvio dei lavori saranno terminate le procedure di Valutazione Impatto ambientale (VIA) e Valutazione ambientale strategica (VAS) di concerto con il Comune, la Provincia e  la Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici. “L’area ex Fim diventerà un modello virtuoso di qualità ambientale”, ha spiegato in nota Maurizio Andreoli, architetto di Fima, studio scelto dalla proprietaria dell’area Fim Spa. Come? Rendendo possibile “un modo di vivere contemporaneo”, ha commentato, “senza macchine, incentivando esclusivamente la mobilità dolce” grazie a una strada carrabile, parallela e adiacente alla ferrovia che attraverserà tutto il quartiere e faciliterà il dialogo tra la città esistente e il nuovo progetto.

Gli “edifici ad emissioni di CO2 quasi zero” vanteranno “soluzioni rivolte al risparmio energetico e alla produzione di energia da fonti rinnovabili” e saranno i pilastri del progetto. Protagonista, invece, sarà la “Cattedrale” con la relativa piazza che si affaccerà sul mare, sopraelevate rispetto al resto della città a testimoniare il rinnovamento della memoria storica. Difatti, l’edificio sarà trasformato in un hotel e sarò circondato da spazi commerciali. A Nord sorgeranno gli edifici residenziali – ville urbane, strutture multipiano e due edifici “ad elica” simili a due torri – mentre a Sud il verde sarà dominante con un grande parco urbano, spazi a prato, isole verdi e giardini pensili che ricopriranno gli edifici.

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