sostenibilità ambientaleSono le grandi aziende le realtà che si impegnano maggiormente per promuovere la sostenibilità ambientale, mentre le imprese di piccole dimensioni registrano risultati inferiori. In particolare è l’81% dei grandi business  a dettare le regole del settore ottenendo migliori performance in tema di gestione delle risorse idriche e deforestazione. E’ la fotografia scattata dal  Learning from the leaders di CDP (Disclousure insight Action), la review pan-europea che indaga le strategie dei diversi Paesi in tema di cambiamento climatico, sicurezza dell’acqua e deforestazione.  Dal report – realizzato con analisi per paese e industry con i dati di 540 aziende sulle questioni legate al cambiamento climatico, 106 aziende sulla gestione delle acque e 31 sui temi della deforestazione – emerge in maniera forte  “il divario fra le aziende leader (66 delle 160 inserite della CDP A List globale) e il resto delle aziende”.

I Target ambientali

L’importanza dei temi legati alla sostenibilità ambientale è stata introiettata dalla maggior parte delle aziende che sta organizzando la propria strategia futura all’insegna della riduzione delle emissioni. L’81% delle realtà intervistate ha stabilito degli obiettivi per il 2017, mentre il 66% obiettivi per il 2020. Di questi target Il 23% sono di lungo periodo e proiettati sul 2035, ma solo l’8% va oltre il 2036.

Inoltre si attesta al 24% la percentuale di aziende che oggi adotta politiche di pricing interno della CO2. Per quanto riguarda invece le aziende che hanno in programma di intraprendere iniziative di questo tipo nei prossimi 2 anni il dato è invece del 14%.

Le realtà leader

A rivestire un ruolo di leadership nell’anticipazione di futuri trend sono le 25 aziende che si sono impegnate a fissare dei target su base scientifica attraverso Science Based Targets initiative.  A queste realtà si aggiungono altre 62 aziende (11%) che si muoveranno in questa direzione nel giro dei prossimi 2 anni.

il 37% delle aziende usa prodotti a basse emissioni

Se si va ad analizzare la percentuale del campione che dichiara di usufruire di prodotti a basse emissioni di CO2 emerge come il 37% delle aziende intervistate si sia dotata di veicoli elettrici o edifici a impatto zero. Il 70%, invece, cerca di ridurre le sue emissioni attraverso la propria offerta di beni e servizi.

Fer, scelte dal 29% del panel

Il 29% del campione ha scelto l’energia da fonti rinnovabili o prevede dei farlo in futuro, mentre aziende leader come IKEA o Nestlé si sono addirittura impegnate ad approvvigionarsi totalmente da energie rinnovabili entro il 2030, come parte del progetto RE100.

Interventi in sicurezza idrica e crescita ambientale

Dal report emerge inoltre, come le aziende che intervengono nel settore della sicurezza idrica registrino un “significativa crescita”. “Quest’anno – si legge in una nota – 106 aziende europee hanno segnalato i propri passi avanti, rispetto agli 86 del 2016, con un salto da 6 a 24 aziende ad essere entrate nella Water A List. L’81% delle aziende coinvolte ha inserito la gestione delle risorse idriche nella propria strategia aziendale e il 61% ha fissato obiettivi correlati. Tuttavia, solo il 49% si è impegnata con i propri fornitori e il 53% non ha ancora risposto”.

Dalle aziende impegni “senza precedenti” per la salvaguardia del clima

“Dopo gli accordi storici di Parigi di due anni fa, le compagnie europee hanno assunto impegni senza precedenti per accelerare la propria azione a salvaguardia del clima –  commenta in nota Steven Tebbe, Managing Director CDP Europa Questo report, per la prima volta una visione d’insieme sulle strategie ambientali a livello corporate, rivela vincitori e vinti. Inoltre, mostra come le best practice –  chi ha adottato target su base scientifica, utilizzato di politiche di pricing interno della CO2 e coinvolto i fornitori nella riduzione dei rischi idrici – siano sempre più guidate dai CdA”.

“Aldilà dei leader, il resto delle aziende deve accelerare il passo oppure rischia di restare indietro. La divulgazione è il primo step fondamentale per un mondo sicuro dal punto di vista dell’acqua, senza minacce di deforestazione e a basso impatto ambientale, tuttavia più della metà delle aziende deve ancora muoversi in questa direzione. La maggior parte delle grandi compagnie valutate da CDP si colloca un passo indietro rispetto ai leader nel fronteggiare il cambiamento climatico, tuttavia le ambizioni stanno crescendo. Facciamo appello a queste aziende affinché utilizzino gli strumenti ad oggi disponibili per allineare i propri obiettivi a fonti scientifiche e scegliere un approccio votato alla resilienza nei rischi legati all’acqua e alla deforestazione”, conclude il manager.

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