Songdo la “futura città” del presente

677

SongdoÈ chiamata la città del futuro per il legame che è riuscita a creare tra tecnologie all’avanguardia, building design e pratiche eco-friendly. E a Songdo, collocata nella Corea del Sud, vengono attribuiti diversi soprannomi: da “The World’s Smartest City” a “Korea’s High-Tech Utopia”.

Nel 2000 la città ospitava una manciata di pescatori e assomigliava ad un tratto paludoso sul Mar Giallo. Tre anni dopo il governo coreano ha ricoperto quest’area con 500 milioni di tonnellate di sabbia nello sforzo di creare un distretto commerciale a circa 15 minuti dall’aeroporto internazionale di Incheon. Inoltre, ha puntato alla realizzazione di una città sostenibile che dimostrasse il proprio valore tecnologico nel tententativo di attirare investitori stranieri.

Trascorsi undici anni e spesi 35 miliardi di dollari, Songdo ha realizzato il 60% delle infrastrutture e delle costruzioni previste, raccogliendo una popolazione di 70.000 abitanti – circa un terzo di quello previsto entro il 2018. Vicino allo Sheraton Incheon Hotel, prima struttura alberghiera della Corea del Sud certificata LEED, emergono ampi spazi liberi: la città è segnata da larghi marciapiedi e fila ordinate di bici, i mezzi maggiormente usati dai molti pendolari della città. A quelli che erano gli unici abitanti della zona sono stati destinati lotti di terra per la coltivazione quale sorta di risarcimento per la distruzione del comparto ittico.

Tra le caratteristiche più interessanti della città: il meccanismo di gestione dei rifiuti e i cosiddetti sistemi di “telepresenza”. Nel primo caso è stato realizzato un condotto sotterraneo che raccoglie gli scarti dei vari edifici, li differenzia e, a seconda della destinazione, li brucia o li sotterra. Questi canali collegano tutti gli appartamenti e gli uffici e non richiedono la presenza di cassetti per la raccolta degli scarti, ma solo di 7 impiegati.

Spazzatura

Del sistema di “telepresenza”, invece, si è occupata una joint venture di Cisco che l’ha attualmente testato solo su 100 cittadini, in attesa di raggiungere i 3000 residenti entro la fine del 2015. Il progetto si pone lo sfidante obiettivo di coniugare le tecnologie di video-chat con la sottoscrizione di classi di menu pensati appositamente per ogni singolo utente: in questo modo i residenti possono, ad esempio, entrare in contatto con l’istruttore di palestra coreano attraverso lo schermo del loro televisore. Tra gli altri progetti curati dai laboratori Cisco c’è anche quello relativo ai micro-chip in grado di tracciare gli spostamenti dei bambini – non ancora operativo.

L’innovazione tecnologica si muove, poi, sul sottofondo dell’aria decisamente meno inquinata rispetto alle restanti città asiatiche e della presenza di grandi spazi per lo svago dei cittadini. Così, in questa città priva di storia e natura, ma densa di tecnologie che migliorano e organizzano la vita dei residenti, viene da pensare che l’urbs del futuro è quella realizzata a misura del cittadino per essere vissuta serenamente giorno per giorno.

Print Friendly, PDF & Email
Tutti i diritti riservati. E' vietata la diffusione
e riproduzione totale o parziale in qualunque formato degli articoli presenti sul sito.
Ivonne Carpinelli
Giornalista professionista e videomaker, attenta al posizionamento seo oriented degli articoli e all'evoluzione dei social network. Si occupa di idrogeno, economia circolare, cyber security, mobilità alternativa, efficienza energetica, internet of things e gestione sostenibile delle foreste