In un panorama normativo e climatico che impone efficienza e rapidità d’azione, la Lombardia risponde con un modello di cooperazione industriale che fa scuola. Al centro della scena ci sono Gruppo CAP (gestore della Città metropolitana di Milano) e Alfa (gestore della Provincia di Varese), protagonisti di un contratto di rete che trasforma le linee guida regionali in risultati operativi concreti.
La strategia si allinea perfettamente con il Programma Regionale di Sviluppo Sostenibile (PRSS) della XII Legislatura, che sollecita i gestori pubblici a superare le frammentazioni per puntare su aggregazioni capaci di generare valore condiviso e innovazione.
Il modello: autonomia territoriale e potenza industriale
A differenza delle fusioni tradizionali, il contratto di rete tra CAP e Alfa permette alle due aziende di mantenere la propria identità territoriale e autonomia gestionale, mettendo però a fattor comune il “motore” industriale.
«Il contratto di rete è uno strumento strategico che consente di fare sistema senza rinunciare alla propria autonomia», spiega Yuri Santagostino, presidente esecutivo di Gruppo CAP. Un concetto ribadito da Marco Cavallin, Amministratore Delegato di Alfa: «In uno scenario segnato dal cambiamento climatico, collaborare diventa una responsabilità comune, prima ancora che una scelta strategica».
I pilastri della collaborazione: quattro anni guadagnati in digitale
La sinergia tra i due colossi dell’acqua si articola su ambiti tecnici ad alto impatto:
1. Trasformazione digitale e IT
È forse il settore dove i benefici sono più evidenti. Alfa ha adottato l’architettura informatica di Gruppo CAP secondo una logica di sharing economy.
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Il risultato: Alfa ha accelerato la propria digitalizzazione risparmiando oltre quattro anni rispetto a uno sviluppo autonomo.
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Economie di scala: gli acquisti di hardware e software vengono gestiti congiuntamente da quattro anni, riducendo i costi e aumentando la velocità di aggiornamento.
2. Appalti e trasparenza
L’aggregazione delle gare d’appalto non solo genera risparmi economici, ma eleva la qualità dei processi. La condivisione dei modelli operativi garantisce maggiore specializzazione e una trasparenza ancora più solida nelle procedure pubbliche.
3. Ricerca, sviluppo e soluzioni “green”
La rete ha integrato i laboratori di R&S, creando un polo d’eccellenza unico. Ma l’innovazione è soprattutto ambientale:
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Drenaggio Urbano Sostenibile: CAP mette a disposizione il suo know-how per la gestione delle acque piovane.
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Fitodepurazione: Alfa contribuisce con la sua esperienza consolidata nell’uso delle piante per la depurazione naturale. Questa contaminazione reciproca permette di affrontare le sfide della resilienza urbana e degli eventi climatici estremi con soluzioni basate sulla natura (Nature-based Solutions).
4. Transizione energetica
Il futuro della rete guarda all’energia. Attraverso partnership pubblico-private, le due aziende lavorano alla decarbonizzazione del servizio idrico, puntando sulla produzione di energia da fonti rinnovabili per rendere il ciclo dell’acqua sempre più indipendente e sostenibile.
Una visione per il futuro della Lombardia
L’esperienza di CAP e Alfa dimostra che la gestione del servizio idrico integrato può essere moderna, solida e pronta a rispondere alle esigenze di cittadini e imprese. Superando le vecchie gestioni “in economia” e puntando su una visione industriale di rete, la Lombardia si candida a guidare la transizione idrica nazionale verso standard di qualità e resilienza sempre più elevati.
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