Lo sviluppo dell’e-mobility passa da un’infrastruttura “capillare e interoperabile”

I temi emersi dall’evento finale del progetto e-MOTICON

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La realizzazione di un’infrastruttura di ricarica “capillare, interoperabile ed efficiente” è il perno attorno a cui deve ruotare lo sviluppo della mobilità elettrica. E’ da lì che bisogna partire per mettere i cittadini nelle condizioni di scegliere questa tipologia di veicoli garantendo una rete omogenea e diffusa di colonnine sul territorio. Questa “rivoluzione culturale” dovrà essere portata avanti dai diversi attori della filiera con un approccio collaborativo, che superi sia i confini geografici, sia quelli legati ai singoli settori di competenza.

E’ questo il messaggio emerso con forza ieri mattina a Milano dall’evento conclusivo del progetto e-MOTICON, co-finanziato dal programma INTERREG Spazio Alpino e coordinato da RSE. Un’iniziativa che, come ha spiegato Cristina Cavicchioli di RSE, ha  “coinvolto quindici partner e più di 40 observer provenienti da cinque paesi europei” con l’obiettivo di sviluppare strumenti per le pubbliche amministrazioni volti a favorire la diffusione omogenea della mobilità elettrica nello Spazio Alpino. Il tutto attraverso il rafforzamento di competenze tecniche per la costruzione di una rete interoperabile di stazioni di ricarica.

Il Libro Bianco e le Linee guida

Tra gli output del progetto la pubblicazione di un Libro Bianco che include la Strategia transnazionale per l’area alpina, basata su cinque “Piani d’Azione regionali in cui si descrive l’approccio strategico sulla mobilità elettrica di ogni regione coinvolta. A questo documento si affiancano le Linee Guida che includono una lista di indicazioni operative per la Pubblica Amministrazione. Strumenti che possano favorire un modus operandi integrato nell’implementazione di progetti legati alla realizzazione di infrastrutture di ricarica elettrica efficienti su base transnazionale. In sostanza quello che si vuole riuscire a mettere la PA nelle condizioni di andare incontro a un trend di sviluppo che vedrà il vettore elettrico in un ruolo di primo piano nella mobilità del futuro, rendendo questa modalità di spostamento il più possibile accessibile ai cittadini. 

Più della metà del petrolio nel mondo è destinato al settore trasporti

A rimarcare l’importanza, dal punto di vista ambientale, di un intervento in ambito mobilità  anche i dati relativi al peso dei combustibili fossili sul settore, illustrati nel corso della mattinata dal professor Bruno Dalla Chiara del Politecnico di Torino. “I trasporti assorbono più della metà del petrolio estratto nel mondo”, ha spiegato  il professore sottolineando come “in Europa il comparto dipenda da questo combustibile per circa il 94%, una percentuale destinata a crescere ulteriormente”. In quest’ottica ben si comprende come sia “importante” intervenire sul trasporto su strada, che rappresenta “quasi l’83% del trasporto in Europa e l’85% in Europa”. Nello specifico è fondamentale “accompagnare in modo mirato” questo processo di progressiva indipendenza dal petrolio per favorire paradigmi energetici sostenibili ed efficienti. 

E-mobility, una “rivoluzione culturale”

In questo percorso verso la mobilità elettrica un attore centrale è l’infrastruttura che deve andare sempre più incontro alle necessità dei cittadini. E’ fondamentale promuovere “una coerente e capillare diffusione delle colonnine di ricarica, per garantire a tutti i cittadini l’uso di queste tecnologie senza un contratto con un operatore specifico”, ha sottolineato l’assessore ai Trasporti di Regione Lombardia Claudia Terzi. E’ da lì che deve partire la “rivoluzione culturale” legata all’e-mobility per raggiungere numeri sempre più rilevanti. Sulla stessa linea di Terzi anche l’assessore ai trasporti di Regione Piemonte Francesco Balocco, che ha, inoltre sottolineato come sia necessario “affrontare e superare efficacemente anche tutte le resistenze legate all’abbandono del petrolio“, questioni in cui si intrecciano temi sociali e occupazionali.

Sinergia e collaborazione

Un altro tema portante del progetto e-MOTICON, ribadito più volte nel corso del convegno, è l’approccio sinergico e collaborativo alla mobilità elettrica. Se Romano Ambrogi, Head of Strategy& Comunicazions di RSE, ha parlato dell’impotenza dell’iniziativa per promuovere il collegamento tra le regioni dell’arco Alpino declinando l’impegno dell’UE sul fronte della decarbonizzazione; Kai Tullius, policy officer DG Transport &Mobility, ha posto invece l’accento sulla messa a fattor comune di diverse competenze, sull’interoperabilità dell’infrastruttura e sulla necessità di “gestire gli investimenti in modo efficiente”

L’e-mobility è un gioco di squadra

Tra i temi ricorrenti, sia negli interventi dei singoli relatori, sia nel corso dei dibattiti, l’importanza di collaborare abbattendo sia i confini nazionali sia quelli tra diverse settori di competenza, evitando tutte quelle modalità operative che procedono a “compartimenti stagni”. Si tratta di una visione che ha tuttavia bisogno, per concretizzarsi, da una parte di una cornice legislativa favorevole, dall’altra della volontà di mettere a fattore comune competenze e modelli di business.

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