Progettare includendo la sostenibilità all’interno della struttura che si va a realizzare permette di migliorare l’impatto ambientale complessivo ottimizzando al meglio il risultato finale e i costi di implementazione. Questo fa si che si debba inserire la caratteristica di sostenibilità sin dalla fase progettuale sia delle struttura che della sua integrazione nel territorio. Le grandi infrastrutture come ferrovie, autostrade o aereoporti non sono esenti da questo approccio. Per ottimizzare il sistema di progettazione in chiave sostenibile esiste un protocollo specifico “EnvisionTM.

Come è strutturato il protocollo “EnvisionTM

“EnvisionTM è un protocollo non un sistema di certificazione (a differenza della certificazione Leed riferita agli edifici). Si articola in 60 criteri di sostenibilità (definiti crediti) suddivisi in cinque categorie (quality of life, leadership, resourse allocation, natural world, climate e risk).

Di fatto sono messe a disposizione degli utenti check list e punteggi di autovalutazione che accompagnano la progettazione fornendo un aproccio critico con cui verificare quanto e se sono stati presi inconsiderazione l’approccio sostenibile e di coinvolgimento delle parti interessate.

Come nasce “EnvisionTM

Il protocollo per le infrastrutture sostenibili è stato ideato dall’ Istitute for Sustainable Infrastructures (ISI) nel 2012 con sede a Washington. Oggi è in uso in oltre quaranta paesi e da circa un anno è stato applicato anche in Italia. La collaborazione è stata ricordata ieri 27 novembre presso l’ambasciata del Canada a Roma alla presenza del Ceo e Presidente del istituto John Stanton (nel video).

Uno strumento in grado di cambiare l’approccio progettuale sopratutto sotto il profilo culturale, sostenendo anche gli aspetti economici di un progetto.
“Effettuare degli studi di archeologia predittiva” spiega Antonello Martino direzione Tecnica di Italferr nel corso delle presentazione che si è tenuta presso l’ambasciata del Canada a Roma alla presenza del presidente dell’ISI , tra le prime in Italia che ha applicato in Italia il protocollo “ci ha permesso anche di evitare costi nella messa in opera e risparmiare in tempi di lavorazione”.

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