Studiare la mobilità per rilanciare e valorizzare un’area urbana, proprio come avviene nelle capitali europee. E’ questo il progetto per il rilancio e la valorizzazione messo in atto dal Centro direzionale Parco De’ Medici, complesso multi servizio alle porte di Roma che ospita ogni giorno tra aziende, multinazionali e attività di tempo libero circa 18mila persone.

Un vero e proprio quartiere della Capitale per densità abitativa, flussi di auto e consumi energetici che si vuole reinventare in ottica smart a cominciare da un sistema innovativo di mobilità sostenibile intermodale denominato “A Smart and Green Business City Hub”,come spiega a Canale Energia l’ing. Marco London, PhD SIS.TER. POMOS s.r.l.:Il progetto di riqualifica ‘A Smart and Green Business City Hub’ è un piano di rilancio globale del complesso e agisce su: mobilità sostenibile, sicurezza e connettività. Per farlo abbiamo iniziato a studiare l’area per valutare come ottimizzare la mobilità sostenibile intermodale. I primi ad essere stati coinvolti sono stati i mobility manager delle aziende presenti nel consorzio che hanno sottoposto questionari di analisi al loro interno (vedi l’intervista al mobility manager di TechnipFMC). Le circa 2500 risposte hanno portato ad un’analisi SWOT che è stata poi discussa, con il supporto di Euromobility, direttamente con i mobility manager in occasione della settimana della mobilità,”. Alla raccolta di dati, fondamentale per effettuare un’ analisi delle criticità dell’area e dei desiderata, l’azienda ha fatto seguito con uno studio dell’area e l’elaborazione di alcune simulazioni il cui risultato è stato sintetizzato in alcune azioni da realizzare nel breve periodo (al 2020) e altre nel medio (al 2023); il lungo periodo considerato soggetto a troppe variabili è stato escluso da una valutazione progettuale.

Le azioni per migliorare l’impatto ambientale nel breve periodo – 2020

Le attività consigliate dal centro SIS.TER. POMOS per migliorare l’impatto ambientale nel breve periodo, quindi nello scenario al 2020 prevedono intanto una integrazione di aree di ricarica per veicoli elettrici “Anche in modalità lenta” sottolinea l’Ing. Marco Londonle paline in questo caso non hanno un’ influenza sulla mobilità, ma sulla ‘visibilità’. Rappresentano un messaggio di ‘approccio smart’ del complesso”.

Il car pooling è la vera star di tutta l’area. Pensato per soddisfare una grossa fetta dei 18mila frequentanti che ad oggi, secondo quanto visto dai questionari si muovono prevalentemente come singoli nelle auto.

Per valorizzare concretamente il servizio è emerso come sia necessario  offrire un sistema efficiente, sicuro, flessibile, accessibile e perimetralizzato solo agli utenti del consorzio.

“Abbiamo pensato a uno strumento simile a Uber per cui sia facile geolocalizzare la  macchina dal proprio cellulare e ingaggiarla. In questo modo sarà anche possibile pensare alle premialità da gli offrire a chi metterà a disposizione la propria auto e il proprio tragitto (buoni benzina, revisioni omaggio all’auto etc). Per garantire omogeneità del servizio è necessario che ci sia un ente consorzio in grado di gestire dall’alto il sistema di car pooling, come già accade per la raccolta rifiuti e sorveglianza” spiega London.

Altra attività da integrare è un sistema di ‘navetta aziendale’, che in alcuni casi esiste già, ma potrebbe essere centralizzata, ottimizzando il sistema.

Lo sviluppo della mobilità ciclabile è parte dell’approccio green, difatti diversi frequentanti del consorzio , tramite il lavoro del Pomos, hanno evidenziato l’utilitità di per effettuare un raccordo tra l’attuale ciclabile fino al centro direzionale. Tale richiesta è stata già presentata in occasione della raccolta di idee da parte dello stesso Comune di Roma per la realizzazione del Pums. “A tergo del quale, se venisse accordata dal Comune abbiamo già valutato l’integrazione di un servizio di sharing bike da ambi gli estremi del raccordo ciclabile” sottolinea London. Rispetto alla connessione con il treno invece, è stato sponsorizzato l’inserimento di biglietterie automatiche in stazione.

Infine la movimentazione pedonale. I raccordi presenti nel centro direzionale sono stati segnalati come poco illuminati e percepiti quindi poco sicuri e soggetti ad allagamenti. “Anche su questo abbiamo proposto un piano di migliorie e l’integrazione di un  ulteriore sottopasso” spiega London.

Le azioni per migliorare l’impatto ambientale nel lungo periodo – 2023

Come naturale proseguimento del piano a breve termine, il SIS.TER. POMOS ha valutato un upgrade tecnologico, impegnativo sotto il profilo di investimenti ma non così tanto lontano dalla realtà: le navette condivise a guida autonoma. Ne esistono già alla “Defence” in Francia (quartiere di servizi aziendali e tempo libero altamente futuristico alle porte di Parigi).

“In questo modo nel lungo periodo sarà possibile anche recuperare aree di parcheggio auto, convertibili in spazi green, con connessione wifi” di cui l’Ing. Marco London evidenzia il valore innovativo “E’ pensabile l’inserimento di spazi serviti per il lavoro all’aperto, dotati di sistemi di accumulo energetico a ricarica rinnovabile. Il complesso smart sarà inoltre integrato con un sistema di sorveglianza di ultima generazione”.

Il calcolo dell’impatto sulle auto circolanti

Per il breve periodo è stata valutata una riduzione delle auto circolanti tra l’8,76% e il 16,60%, mentre nel medio periodo è stato valutato uno scenario per un impatto sulle auto circolanti tra il 14,47% al 27%. “Il dato più significativo oltre che sul numero dei mezzi circolanti” spiega Landon “lo abbiamo sui tempi di percorrenza. Abbiamo quindi rilevato come il centro del problema non sia tanto sui tempi in uscita, ma su quelli in ingresso ed è qui che andrebbe proponiamo come agire”. Senza contare un minore inquinamento dell’area e riduzione delle emissioni i corollari apprezzabili sul sistema nel complesso.

Print Friendly, PDF & Email
Tutti i diritti riservati. E' vietata la diffusione
e riproduzione totale o parziale in qualunque formato degli articoli presenti sul sito.