
Ma questa forte concentrazione delle risorse rinnovabili non programmabili in zone ben definite del sistema elettrico, che risultano debolmente interconnesse, nonché caratterizzate dalla presenza di un carico elettrico locale ridotto rispetto alla generazione, ha creato alcune criticità tecniche sulla RTN relative soprattutto al dispacciamento. In particolare, per quanto riguarda le criticità attuali, si registrano:
• problemi di sicurezza legati alla stabilità della frequenza (soprattutto nelle isole);
• problemi legati all’inversione del flusso AT/MT con possibili congestioni di rete locali in condizioni di alta produzione;
• un aumento dei transiti sulle sezioni critiche della rete primaria (in particolare in direzione sud – nord);
• problemi di regolazione e bilanciamento del surplus di produzione nelle ore di minimo carico.
In queste condizioni, per evitare di ridurre i margini di sicurezza per il corretto esercizio della RTN ed il livello di adeguatezza, esponendo il sistema al rischio di mancata copertura del fabbisogno nonché alla riduzione del livello di qualità del servizio, è stato necessario intraprendere alcune azioni anche sulla rete di trasmissione, come ad esempio:
• collegare alla RTN in modo efficace gli impianti FER in aree ad elevata densità di iniziative utilizzando al massimo le infrastrutture esistenti, compreso il 380 kV;
• ridurre congestioni aumentando la magliatura della rete ad AAT e AT;
• installare impianti di accumulo: necessari per ridurre la mancata produzione eolica e garantire, quindi, l’immissione di tutta l’energia prodotta da FRNP in rete;
• controllare i parametri di rete in tempo reale e in modo distribuito (sensori di temperatura, anemometri, etc.);
• effettuare la regolazione dei flussi in tempo reale (assetti di rete più variabili, la variazione in tempo reale dei limiti di trasporto sulle linee, dynamic thermal rating).
Passando invece alle reti di distribuzione, nello scenario attuale le reti MT (ed eventualmente BT) sono dotate di vari sistemi di controllo, regolazione e protezione, nonché di un elevato grado d’automazione necessario per garantire il corretto funzionamento della rete rispetto alle esigenze date dalle norme a livello nazionale ed europeo (che impongono limiti sempre più stringenti al numero e alla durata delle interruzioni e valori di tensione all’interno di determinati intervalli), ma non sono state pensate per accogliere generazione. L’integrazione è, quindi, notevolmente più complessa (rispetto a quanto necessario sulla RTN): diventa necessario sviluppare nuove modalità di gestione delle reti verso le smart grid che permettano una maggiore sicurezza di esercizio, un aumento dell’efficienza energetica delle reti, un maggiore coinvolgimento degli utenti finali attivi e passivi e, con prospettive di applicazione piùlunghe, lo sviluppo di un dispacciamento locale da parte dei distributori (Distribution System Operator, DSO).
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