Se da un lato le regioni italiane spingono l’installazione di punti di ricarica per veicoli elettrici anche per stimolare forme di turismo sostenibili, dall’altro con l’inizio del nuovo anno si è aperta una polemica sull’accesso dei veicoli di nuova generazione, ibridi ed elettrici, alle zone a traffico limitato. Vediamo quali sono le novità che toccano questo tipo di mobilità alternativa.

Sardegna

Il bando pubblicato il 27 dicembre 2018 dall’assessorato all’Industria della regione Sardegna mette a disposizione 4 milioni di euro alle piccole e medie imprese sarde, attive da almeno 5 anni nel settore del turismo, per spingere la diffusione dei mezzi elettrici.

In particolare, prevede la sostituzione dei vecchi veicoli con motore endotermico con una stessa tipologia di mezzi full electric. La sovvenzione, erogata in regime ‘de minimis’, è prevista per un massimo del 75% delle spese affrontate: 15 mila euro per i veicoli elettrici, 20 mila per i furgoni e 25 mila per i pullmini. Ed è rivolta, ad esempio, alle imprese di taxi, car sharing, trasporto collettivo di persone, che gestiscono trasporto dell’ultimo miglio.

Si punta così a stimolare forme di turismo sostenibile, con l’idea che “i turisti possano girare la nostra bellissima isola con macchine elettriche messe a loro disposizione da imprenditori che, grazie a questo bando, troveranno conveniente fare già oggi ciò che altrimenti farebbero tra qualche anno”, ha commentato il presidente della Regione Francesco Pigliaru.

La misura, evidenza l’assessore regionale all’Industria Maria Grazia Piras, si inserisce nel “lungo percorso virtuoso avviato nel 2016 dalla Regione sulla mobilità sostenibile”.

Sicilia

Per l’infrastrutturazione del territorio la regione Sicilia ha approvato le linee guida per il Piano della mobilità elettrica, redatte in recepimento alla normativa nazionale che prevede l’obbligo di installazione di punti di ricarica sugli impianti stradali di nuova costruzione o su quelli esistenti se sottoposti a ristrutturazione totale. Entro il 2022 la Regione punta a collocare 2.000 colonnine per la ricarica elettrica sul territorio regionale, a fronte della crescita del mercato dei veicoli elettrici puri e ibridi.

Accesso alle Ztl: il caso

La decisione di aprire le zone a traffico limitato alle auto elettriche e ibride “non e’ dell’M5s. Siamo pronti a rivederla nel primo provvedimento utile”. Con un tweet il sottosegretario ai Trasporti Michele Dell’Orco ha fatto un passo indietro rispetto quanto stabilito con la legge di Bilancio 2019 accogliendo le proteste di comuni e associazioni ambientaliste.

Nello specifico, l’articolo 1 comma 103 ha inserito il comma 9-bis all’art. 7 del codice della strada stabilendo che i Comuni, ai quali spetta la possibilità di individuare aree pedonali e Ztl, debbano consentire, “in ogni caso, l’accesso libero a tali zone ai veicoli a propulsione elettrica o ibrida”.

Con una nota congiunta, i comuni di Torino, Bologna e Milano, promotori della Carta della mobilità elettrica, e di Roma “accolgono con favore la disponibilità del Governo, espressa per voce del sottosegretario al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Michele Dell’Orco, di lavorare insieme al fine di rivedere il comma 103 dell’articolo 1 della legge di Bilancio 2019, relativo all’accesso dei veicoli elettrici o ibridi nelle zone cittadine pedonali o a traffico limitato e che apporta cambiamenti al Codice della Strada”.

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