La raccolta nazionale dei rifiuti organici nel 2017 è aumentata dell’1,6% arrivando a un totale di 6,6 milioni di tonnellate tra umido, verde e altre matrici organiche. Rispetto all’anno precedente il quantitativo procapite recuperato è passato dai 107 kg ai 108 kg, rispettivamente: 127 kg/abitante per anno al Nord Italia; 114 kg/abitante per anno al Centro; 83 kg/abitante anno al Sud.

Nonostante il trend in crescita “bisogna continuare a lavorare soprattutto nelle regioni del Centro e del Sud per raggiungere l’obiettivo di 9.150.000 ton di rifiuto organico raccolte al 2025, ovvero 150 kg/ab/anno”, ha commentato in una nota stampa Alessandro Canovai, presidente del Consorzio italiano compostatori che ha diffuso i dati.

Più in generale, la produzione dei rifiuti è scesa nel 2017 dell’1,7%, toccando quota 29,6 mln di ton. La differenziata ammonta al 55,5% del totale. L’organico, verde e umido, al 40,3% della differenziata e rappresenta la quota più importante.

Grafico raccolta differenziata Cic

La raccolta per Regione

Ancora in testa per quantitativo raccolto la Lombardia: 1,2 mln di ton annue contro le 1,3 mln di ton dell’anno precedente. Seguita da Veneto, trend in calo anche qui con 764.000 ton, ed Emilia Romagna, con 708.000 ton. Dato interessante l’aumento della raccolta in Lazio e Sicilia, con 532.000 ton e 208.000 ton, cresciuta rispettivamente di 27.000 ton e 67.000 ton.

L’impiantistica

L’impiantistica dedicata al trattamento dell’organico è cresciuta: 328 impianti nel 2017 contro 326 dell’anno precedente. Anche il trattamento della materia organica è aumentata: +4% per un totale di 7,4 mln di ton. Tuttavia, “emerge una concentrazione geografica degli impianti soprattutto nel Nord Italia”, precisa Canovai. Tale squilibrio “costringe il Centro e il Sud a trasferire i propri rifiuti in altre regioni con enorme dispendio di denaro e CO2”. Per sopperire a tale carenza il Cic sta “lavorando insieme al Ministero dell’Ambiente per delineare un percorso strategico che definisca le aree in cui mancano gli impianti e su cui intervenire con tempestività”.

La digestione anaerobica

Più del 50% della frazione raccolta in forma differenziata è stata trattata in impianti di digestione anaerobica che consentono “non soltanto di recuperare materia ma anche energia – spiega Massimo Centemero, direttore di Cic -: oltre al compost che si utilizza come fertilizzante naturale si ottiene infatti anche il biogas, che può essere trasformato in biometano per l’immissione in rete”.

Su quest’ultimo punto, ci tiene a precisare Centemero, “tra il 2017 e il 2018 sono entrati in funzione, primi in Italia, otto impianti consorziati Cic (di cui due sperimentali) in grado di produrre biometano esclusivamente dal trattamento dei rifiuti organici della raccolta differenziata urbana e di immettere il biometano nella rete nazionale o di impiegarlo per l’autotrazione”. Entro il 2019, stima Cic, si potrebbe raggiungere una produzione nazionale di 200 mln di m3.

Prodotti della filiera del riciclo organico

2 milioni le tonnellate di compost prodotte con i rifiuti organici raccolti, 3,8 mln di ton CO2 equivalente/anno evitate rispetto all’avvio in discarica e 600.000 ton di sostanza organica stoccata nel terreno. Il volume d’affari generato dal biowaste è stato di 1,8 mld di euro di fatturato con 9.800 posti di lavoro generati, in crescita del 9% rispetto all’anno precedente. “Con una raccolta differenziata a regime in tutta Italia si potrebbe arrivare a 13.000 addetti e 2,56 mld di euro comprensivi dell’indotto generato”, ha concluso Centemero.

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