Il turismo sostenibile piace ed è volano economico

Presentati i risultati del 9° Rapporto “Gli italiani, il turismo sostenibile e l’ecoturismo” realizzato dalla Fondazione UniVerde. Tra gli elementi di analisi è stato introdotto il plastic free

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Cresce il livello di conoscenza del turismo sostenibile (81% con un +3% rispetto alla scorsa ricerca). Il 67% degli intervistati lo considera un principio eticamente corretto e vicino alla natura questo secondo i dati del 9° Rapporto “Gli italiani, il turismo sostenibile e l’ecoturismo” realizzato dalla Fondazione UniVerde in collaborazione con Noto Sondaggi, presentato oggi a Roma nel corso del convegno “Turismo e sostenibilità: le sfide per l’Italia”,  con la main partnership di Cobat,  organizzato dalla stessa Fondazione, insieme al Touring Club Italiano con la collaborazione della piattaforma di attivismo Opera2030 e di SOS Terra Onlus..

Non solo: il 75% degli intervistati sceglie più volentieri soluzioni ricettive che dichiarano di non utilizzare plastiche monouso. L’80% dichiara preoccupazione rispetto l’impatto di tale utilizzo. Il 94% del campione gradirebbe che, in alternativa al monouso, una struttura turistica proponesse ai suoi ospiti l’utilizzo di bicchieri e bottiglie in vetro; l’85% è favorevole a piatti, bicchieri e contenitori in bioplastica da fibre di mais o altro biodegradabile; favorevoli alle borracce in alluminio o acciaio per l’acqua il 77%, il 64% è per gli utensili in legno. 

Diversi gli elementi di novità in questo rapporto rispetto le edizioni precedenti. Sono stati inseriti nuovi elementi di valutazione come: riduzione degli sprechi, Zero Waste e trasparenza nelle procedure per il riciclo di rifiuti, compensazione delle emissioni, prodotti naturali per il corpo e non testati su animali.

“Bisogna quindi investire sul turismo sostenibile anche con incentivi ad hoc per sviluppare le imprese eco-turistiche e per ristrutturare i settori dell’ospitalità italiana” dichiara il presidente della Fondazione UniVerde, Alfonso Pecoraro Scanio, occorre anche riconoscere finalmente, alle migliaia di laureati in discipline del turismo, un ruolo strategico nella programmazione e nella progettazione dei sistemi turistici territoriali del nostro Paese, secondo un chiaro indirizzo legato alla sostenibilità ambientale e sociale delle imprese”.

La Sindaca di Roma Capitale, Virginia Raggi, presente all’evento ha dichiarato come: “Roma guarda con attenzione a queste dinamiche per valorizzare itinerari e ospitalità di qualità, promuovendo lo sviluppo sostenibile del territorio e delle sue imprese”.

Secondo quanto emerso, nei prossimi dieci anni, la sensibilità per il turismo sostenibile e l’ecoturismo crescerà per il 68% degli italiani (+5% rispetto alla scorsa rilevazione).

Anche per il turismo la sostenibilità può rappresentare un elemento competitivo come indica la preferenza dell’89% del campione che dichiara il “vincolo di sostenibilità” per un’area turistica rappresenterebbe una necessità o un’opportunità di crescita per il suo sviluppo economico.

Non solo, rispetto la “possibilità di spendere il 10 o il 20% in più per non danneggiare l’ambiente durante le proprie vacanze”, il 48% si dichiara disponibile (+3% sopra la media delle rilevazioni degli ultimi otto anni).

Prima di scegliere una struttura turistica, il 44% degli italiani (+3% stando alla media 2011-18) si informa sull’attenzione che ha per l’ambiente e il 77% utilizza internet per le ricerche.

Come il turismo può incidere sull’ambiente

Cementificazione e speculazione edilizia i principali elementi per il 62% degli intervistati con cui si può realizzare un danno all’ambiente. L’inquinamento è considerato solo dal 18,9% del campione.

Non viene percepita invece “un’emergenza per i danni che il turismo può portare all’ambiente”. Tra gli intervistati questo emerge come tema “che riguarda il Paese in generale 56%, solo alcune aree 17%, mentre scende ancora la percentuale di quanti sono convinti che il turismo sia sempre una risorsa e non un problema 24%”.  

Gli elementi di una struttura per dichiararsi attenta all’ambiente

Il 58% del  campione (+3% rispetto alla scorsa ricerca) considera i pannelli fotovoltaici come elemento centrale di una attenzione all’ambiente. Il 34% valuta l’uso di sistemi per il risparmio elettrico, il 31% (+2%) guarda al risparmio idrico e il 18% il “plastic free” (voce inserita da quest’anno). 

Attenzione anche alla sostenibilità dei servizi che ruotano intorno alla struttura. Sono valutati positivamente i menù biologici o a km 0 (37%), la raccolta differenziata (circa 37%), la proposta di escursioni ecoturistiche (16%), la possibilità di effettuare ricariche o il noleggio di auto elettriche o ibride (14%). 

Identikit dell’ecoturista

Il 68% degli intervistati (+4% rispetto alla scorsa ricerca) conosce la definizione di ecoturismo come “forma di turismo che rispetta l’ambiente, le popolazioni locali e valorizza le risorse naturali e storico culturali di un territorio”.

Treno (65%), car sharing (58%) e autobus (51%), sono i mezzi che sarebbero in grado di far lasciare l’auto a casa per i turisti sostenibili. Inoltre l’85% degli intervistati ritiene attraente l’idea di programmare un itinerario turistico lungo le linee recuperate.

Rispetto la scelta del ristorante sono in crescita i km 0 (91%) e agricoltura biologica (83%) anche con una lieve differenza economica.

Internet è il mezzo indiscusso per per informarsi e preparare un viaggio ecologico (73%).

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