Quando guardo i lavori dei pazienti psichiatrici della cooperativa sociale Il Grande Carro, esposti all’ex Cartiera Latina di Roma in occasione del primo Expo nazionale della Salute Mentale, vedo un grande estro creativo. Non una malattia, non tutta la storia di sofferenza che ha portato alla loro realizzazione. Piuttosto la bellezza della rinascita che in questo caso è legato alla sostenibilità ambientale ed economica. Manuela Lumicisi, che assiste e guida i pazienti della cooperativa, mi spiega che queste persone, “non chiamiamoli pazienti”, usano vecchi copertoni di biciclette per realizzare pochette, cinture e portaoggetti. E modulano il legno di scarto per creare anelli, orecchini e collane di ogni forma e colore.

Nei suoi occhi c’è una misto di orgoglio e soddisfazione, per il proprio operato, e di ammirazione, per quello altrui. La ferma convinzione di chi crede e ha rispetto del valore della rinascita e, in questo caso, del recupero. La cooperativa sociale, infatti, si regge sul ricavato delle vendite di questi oggetti realizzati da persone che, in molti casi, conducono una vita normale.

I lavori della cooperativa sociale Il Grande Carro

L’Expo si svolge dal 9 al 12 maggio nel verde del parco regionale dell’Appia Antica. È promosso dall’Associazione nazionale centri diurni ed è organizzato dal Coordinamento CC.DD. Regione Lazio con il patrocinio della Regione e il finanziamento del Comune di Roma e delle Asl Roma 1, Asl Roma 2 e Asl Roma 3.

Materiali riciclati come opportunità di lavoro

L’idea di usare materiali riciclati nasce dalla volontà di trovare nuovi sbocchi lavorativi per persone svantaggiate nel mondo della sostenibilità. “La sostenibilità, l’ambiente e l’inquinamento delle città, sempre più avvelenate, sono settori fondamentali in cui puntiamo a trovare bacini di impiego”, evidenzia Ilario Volpi, psicologo e presidente della cooperativa sociale Il Grande Carro, nata dal centro diurno Monteverde del dipartimento di salute mentale della Asl Roma 3.

“Oltre a realizzare oggetti con vecchi copertoni delle biciclette – prosegue Volpi – le persone con sofferenza mentale lavorano in due laboratori del legno: quello per l’oggettistica si trova nel centro diurno della cooperativa, quello di falegnameria nel vecchio ospedale psichiatrico di Santa Maria della Pietà. Così riutilizziamo anche gli spazi dell’ex manicomio”.

L’inquinamento delle acque è stato il focus di un progetto nazionale cui Il Grande Carro ha partecipato insieme ad altre associazioni: “Abbiamo gareggiato in una competizione che si è svolta sul laghetto dell’Eur con un’imbarcazione realizzata con materiali da recupero da uno dei nostri soci assistito dai pazienti”.

La cooperativa si occupa anche di manutenzione del verde per organismi pubblici e privati facendo attenzione alla raccolta differenziata dei materiali. Iniziative dal basso che, come spesso avviene, aiutano a compensare le carenze dell’amministrazione pubblica locale. Sullo spreco di cibo sta valutando la possibilità di entrare in contatto con il Banco Alimentare.

Il progetto su cui punta ora la cooperativa è “Legno di Città. Il legno non è mai un rifiuto” che ha l’obiettivo di promuovere una filiera per la valorizzazione del legno di scarto e delle capacità lavorative di persone con disagio psichico. “Ricicliamo il legno degli alberi della capitale, tra cui quelli caduti e quelli che vengono potati ma non smaltiti nel modo corretto per i costi elevati dell’operazione”.

Guardando al futuro c’è un laboratorio di biciclette, conclude Volpi: “Sul fronte della mobilità sostenibile stiamo lavorando alla promozione di visite culturali per i pazienti sulle due ruote. La sede del centro diurno è adiacente a una pista ciclabile sul Tevere. Su questo fronte siamo in contatto con l’ex assessore all’Ambiente del Municipio XII”.

Di seguito la video intervista a Ilario Volpi.

Print Friendly, PDF & Email
Tutti i diritti riservati. E' vietata la diffusione
e riproduzione totale o parziale in qualunque formato degli articoli presenti sul sito.