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Il Porto di Auckland punta sull’idrogeno per essere carbon free entro il 2040

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Il Porto di Auckland punta sull’idrogeno per essere carbon free entro il 2040

Realizzare una rete di produzione e stoccaggio di idrogeno entro la fine del 2019 così da annullare le emissioni inquinanti da qui al 2040. È l’ambizioso progetto del Porto di Auckland in Nuova Zelanda.

L’idrogeno sarà prodotto tramite il già noto processo di elettrolisi in grado di dividere l’acqua potabile in idrogeno, stoccato per un utilizzo successivo, e ossigeno, rilasciato nell’aria. Il gas potrà essere impiegato anche in camion, treni, traghetti e nei veicoli a fuel cell per produrre elettricità. L’unico sottoprodotto del processo sarà l’acqua.

“Per raggiungere il target che ci siamo prefissati abbiamo bisogno di una nuova fonte energetica rinnovabile e resiliente per i rifornimenti pesanti, come rimorchiatori e carrelli a cavaliere, che sono difficili da muovere con le batterie”, ha affermato l’Amministratore delegato del porto Tony Gibson. “L’idrogeno potrebbe essere la soluzione perché può essere prodotta e immagazzinata in sito, consente un rapido rifornimento e offre un range maggiore delle batterie”.

Grazie alla partnership siglata con KiwiRail, che punta a essere carbon free entro il 2050, l’Auckland Council e l’Auckland Transport si punterà a spingere l’intermodalità, non solo nei pressi del porto. Attualmente l’iniziativa è in fase di progettazione e agli inizi del 2019 dovrebbe partire una fase di coinvolgimento degli stakeholder per indagarne la volontà di partecipazione.

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