
L’idrogeno sarà prodotto tramite il già noto processo di elettrolisi in grado di dividere l’acqua potabile in idrogeno, stoccato per un utilizzo successivo, e ossigeno, rilasciato nell’aria. Il gas potrà essere impiegato anche in camion, treni, traghetti e nei veicoli a fuel cell per produrre elettricità. L’unico sottoprodotto del processo sarà l’acqua.
“Per raggiungere il target che ci siamo prefissati abbiamo bisogno di una nuova fonte energetica rinnovabile e resiliente per i rifornimenti pesanti, come rimorchiatori e carrelli a cavaliere, che sono difficili da muovere con le batterie”, ha affermato l’Amministratore delegato del porto Tony Gibson. “L’idrogeno potrebbe essere la soluzione perché può essere prodotta e immagazzinata in sito, consente un rapido rifornimento e offre un range maggiore delle batterie”.
Grazie alla partnership siglata con KiwiRail, che punta a essere carbon free entro il 2050, l’Auckland Council e l’Auckland Transport si punterà a spingere l’intermodalità, non solo nei pressi del porto. Attualmente l’iniziativa è in fase di progettazione e agli inizi del 2019 dovrebbe partire una fase di coinvolgimento degli stakeholder per indagarne la volontà di partecipazione.
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