Manager E1527782917123In Europa il manager della sostenibilità è soprattutto donna, ha tra i 41 e i 50 anni e all’interno dell’azienda ha ancora una scarsa incisività sul business. È la fotografia scattata dai risultati dell’indagine condotta in sette paesi – Italia, Germania, Francia, Gran Bretagna, Spagna, Serbia e Turchia – dalla European association of sustainability professionals (Easp), la rete europea promossa dall’italiano Csr Manager Network.

I risultati sono stati presentati al Salone della CSR e Innovazione Sociale (Milano 1-2 ottobre), evento giunto alla settima edizione che conta 100 eventi e oltre 400 relatori. I dati sono stati elaborati dall’Alta scuola impresa e società dell’Università Cattolica del Sacro Cuore (Altis).

La figura manageriale risulta essere in grande sviluppo ma non ancora in grado di incidere sui processi strategici delle imprese. Il sustainability manager è femmina nel 60 per cento dei casi, Germania esclusa. In circa 34 casi su 100 ha tra i 41 e i 50 anni e in 38 casi su 100 possiede un’esperienza dai 6 ai 15 anni. In genere, coordina un team di lavoro composto da poche persone: due in 50 casi su 100 e sotto le cinque in 32 su 100. Solo in Gran Bretagna e Germania, rispettivamente nel 23 e nel 21 per cento dei casi, si segnala nel gruppo la presenza di più di 10 unità. La remunerazione media per questa figura è più bassa di tanti omologhi che lavorano in altri settori: per il 79 per cento degli intervistati è sotto i 100.000 euro

Da evidenziare che in 6 casi su 10 ha ancora scarsa incisività sul business all’interno dell’azienda. Ricopre, infatti, una molteplicità di altre funzioni, dalla comunicazione (34 per cento) alle risorse umane (15 per cento). I manager della sostenibilità si occupano soprattutto dell’implementazione delle strategie socio-ambientali e delle attività di reporting. La sfida che si prepara ad affrontare è, in 62 casi su 100, il cambiamento climatico seguito, in 33 casi, dal cambiamento demografico. C’è da dire, però, che la frequenza di interazioni tra il manager e il Ceo dell’azienda ha almeno una cadenza trimestrale in oltre il 65 per cento dei casi con un reporting diretto nel 35 per cento di casi.

La sfida della sostenibilità conferma avere respiro mondiale: “Lo studio mostra come ci siano molte più similitudini che differenze tra i diversi contesti nazionali europei”, commenta in una nota stampa Davide Dal Maso, consigliere del CSR manager metwork e partner di Avanzi. Emerge “una figura professionale complessa, con prospettive di evoluzione molto promettenti” e il confronto tra colleghi farà emergere “un gran numero di stimoli”.

Il rapporto conclude evidenziando come il 46 per cento dei manager intervistati è coinvolto in maniera formale nella definizione del piano di budget. Il 42 per cento in quella dello strategic plan. È il segnale di come la crescente rilevanza di aspetti sociali e ambientali per la competitività delle aziende stia facendo sempre più apprezzare l’unicità delle competenze che i professionisti della sostenibilità hanno sviluppato in anni di esperienza sul campo”, ha concluso in nota Matteo Pedrini, direttore scientifico del CSR manager network“.

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