forestazione urbana“Con l’Italia che dispone di appena 32,8 metri quadrati di verde urbano per abitante è strategico puntare su un grande piano di riqualificazione urbana di parchi e giardini che migliori la qualità dell’aria e della vita della popolazione dando una spinta all’economia e all’occupazione”. La Coldiretti commenta in una nota stampa l’esito dell’ultimo rapporto annuale sulla qualità dell’aria in Europa, pubblicato dall’Agenzia europea dell’ambiente (Aea), che mostra le inefficienze dell’Italia nella tutela della salute dei suoi cittadini.

Morti premature in Italia per inquinamento atmosferico

La classifica dell’Aea pone il nostro Paese al primo posto in Europa per numero di morti premature annuali dovute all’inquinamento atmosferico da biossido di azoto (NO2) e al secondo posto per le morti premature causate dal particolato fine PM2,5 e dall’ozono troposferico (O3) misurato al suolo. Le cifre sono da capogiro e, forse, ancora più difficili da digerire in questo periodo: nel primo caso si contano 10.400 decessi, 52.300 e 3.000 per il secondo e terzo caso.

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Foreste urbane mangia smog

“Bisogna quindi intervenire in modo strutturale ripensando lo sviluppo delle città”, prosegue in nota la Coldiretti. Punta a creare “vere e proprie oasi mangia smog nelle città dove respirare area pulita” in cui sono piantati “alberi più efficaci nel catturare i gas ad effetto serra e bloccare le pericolose polveri sottili”. Per questo con Federforeste promuove l’idea del “ripopolamento arboreo di parchi e giardini” quale “chiave di volta ambientale di una cintura verde che colleghi il centro delle città con le periferie e raggiunga sistemi agricoli di pianura con il vasto e straordinario patrimonio boschivo presente nelle aree naturali”.

Il progetto al quale stanno lavorando insieme, “Bosco vivo e foreste urbane”, prevede la piantumazione con le risorse del Next generation Eu di 50 milioni di alberi nell’arco dei prossimi cinque anni per creare foreste urbane mangia smog. In modo, anche, da sostenere due settori chiave per l’Italia, tra cui il florovivaismo che conta 27 mila aziende e 200 mila occupati e quello forestale con 5.685 imprese con 7.349 addetti.

La gestione sostenibile del patrimonio forestale constribuirà al raggiungimento della neutralità climatica entro il 2050 favorendo lo stoccaggio del carbonio da parte delle superfici forestali e delle foreste urbane, sostengono i relatori. “Un impegno importante anche per assicurare un presidio attivo contro il dissesto idrogeologico, incendi ed altre forme di impoverimento dei territori, contrastare l’abbandono di tale aree e valorizzare la filiera del legno 100% Made in Italy”, conclude la nota.

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