
Ma quali saranno, invece, in dettaglio le soluzioni adottate nello studentato di Lyons Hall? L’opzione scelta è un sistema smart grid di fotovoltaico e accumulo, su un impianto da 30 kW, con una capacità di accumulo di 60 kWh. Tra le caratteristiche tecniche del sistema: la capacità di favorire l’autoconsumo, di garantire continuità nella fornitura elettrica in caso di black out e di gestire il pick shaving (abbassamento del valore di picco quando i consumi elettrici sono più alti).
A ciò si aggiunge la possibilità per la rete pubblica di utilizzare le batterie del privato, stoccando energia elettrica quando si verifica un eccesso di produzione o prelevandola durante un momento di picco di domanda. “Questa è una vera rivoluzione di sistema, che in Italia potrebbe cambiare decisamente la gestione della rete, grazie al crescente apporto delle rinnovabili”, spiega in una nota Davide Tinazzi, AD di Energy Srl.
In merito alla scelta di approcciare il mercato americano Tinazzi ha affermato ”Siamo sul mercato californiano perché ha un profilo ben definito, dove si garantiscono le prestazioni e dove il governo statale sostiene le tecnologie smart-grid, grazie ad incentivi specifici per le smart grid. In Italia stiamo molto ad occuparci delle trivelle e troppo poco delle rinnovabili. In California c’è un chiaro assetto normativo, chiare specifiche di prodotto, incentivi certi mentre in Italia l’assetto normativo lascia sempre spazi ad interpretazioni che permettono l’accesso al mercato anche a prodotti che di smart ed innovativo hanno poco, creando confusione tra gli utenti ed andando a sporcare il mercato dei sistemi di accumulo con batterie al litio che è in fase di avvio e che può ridare linfa al mondo delle rinnovabili”.
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