Città intelligenti, la mobilità è condivisa e intermodale

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La diffusione delle auto elettriche procede ancora troppo lentamente: attualmente circolano, infatti, a livello globale 1,6 milioni di veicoli di questo tipo. Numeri positivi sono quelli che caratterizzano i NEV (Neighborhood Electric Vehicles), ovvero i mezzi di prossimità a zero emissioni, che superano quota 500.000 e di cui solo nel 2015 le vendite hanno registrato il dato di 2350 ( le auto elettriche rimango invece a 1500). 

Sono alcuni dei numeri emersi nel corso del convegno ‘Smart Cities, sicurezza e mobilità di prossimità: oltre le auto elettriche e la guida autonoma’, organizzato dal Ce.S.I. – Centro Studi Internazionali e NEV Mobility Europe (l’Associazione europea, scelta dal Ce.S.I. come “advisor per la mobilità sostenibile”, che promuove e sviluppa la mobilità elettrica urbana dei distretti e dei quartieri per l’uso privato, per il lavoro, la logistica delle merci, i servizi comunali di pubblica utilità e la sharing mobility), in collaborazione con l’agenzia ANSA.Tra i temi al centro dell’incontro che ha declinato in chiave multidisciplinare il tema della mobilità, dell’innovazione tecnologica  e della sostenibilità nella città intelligente, le potenzialità legate a un modo di spostarsi intermodale in grado di puntare sempre meno su auto private a favore di bici, car sharing, bike sharing, car pooling e mezzi pubblici. 

Un approccio sinergico per migliorare la qualità della vita dei cittadini 

Secondo il professor Andrea Margelletti, Presidente Ce.S.I. – Centro Studi Internazionali, in ambito Smart Cities, “il focus point per il Ce.S.I. è capire quando saremo in grado di guadagnare in qualità della vita perché grazie a una migliore qualità della vita saremo in grado di avere meno criticità dal punto di vista della sicurezza. La gente vivrà meglio e, dal punto di vista politico, avremo degli elettori che saranno meno inclini ad ascoltare le voci delle sirene e maggiormente attenti a quello che succede”. 

Tutte le nostre città – ha aggiunto il professore – hanno impianti storici, dove non possiamo permetterci di distruggere ciò che abbiamo costruito nel corso dei secoli. Ad esempio Roma, a differenza di Berlino, ha ancora impianti antichi. Questo tipo di tecnologie permettono anche di preservare le nostre città, con impatti del rumore molto inferiori con strumenti che possono entrare nei nostri quartieri. Dobbiamo usare la tecnologia per sfruttare al meglio le nostre città.” 

Sinergia è stata invece il concetto chiave dell’intervento di Roberto Maldacea, Executive Director di NEV Mobility Europe. Dobbiamo ragionare in maniera ‘gLocal’ – ha sottolineato Maldacea – con un lavoro in sinergia tra le Istituzioni e le aziende da una parte e le Amministrazioni territoriali e la cittadinanza dall’altra. Le prime dettano le regole e migliorano lo sviluppo tecnologico, mentre le seconde le rendono operative e stimolano best practices. Nonostante l’impegno degli Enti europei e nazionali, dell’industria automobilistica e degli stakeholder, siamo molto lontani dalla soluzione dei problemi delle nostre città. NEV Mobility stima che nel 2025 i costi per la congestione e il traffico saranno da capogiro: Londra 42 miliardi euro; Roma 8,4 miliardi; Parigi 8 miliardi; Milano 3,3 miliardi. Costi che, se sommati a quelli generati dall’inquinamento, dovrebbero farci correre subito ai ripari.”

Il punto di vista della delle Istituzioni  

Secondo l’Onorevole Mariastella Gelmini, membro della Commissione Attività produttive, Commercio e Turismo della Camera dei Deputati C’è una certa vitalità nel nostro Paese sul tema delle Smart Cities, sia dal punto di vista del governo che dal punto di vista locale. Questo è un tema che va inquadrato sia in un’ottica nazionale di governance dei processi ma anche in un’ottica locale. Milano è sicuramente un ottimo esempio di Smart City, ma ci sono anche altre città come Lecce, Reggio Emilia e Torino che hanno fatto moltissimo da questo punto di vista. Il punto debole è che c’è ancora un po’ di confusione su cosa siano le Smart Cities perché ci si affida al tema del digitale, alle grandi potenzialità dell’ICT, dell’innovazione tecnologica e ci si scorda che Smart City vuol dire anche Smart Communities e, quindi, vuol dire la consapevolezza, la cultura della Smart City ed è quello che manca nella nostra società”.

Secondo la senatrice Cinzia Bonfrisco, membro della Commissione Lavori pubblici e comunicazioni del Senato “Il tema dell’Energia è globale e centrale in un contesto dove il nostro Paese non è secondo a molti. Ci stiamo dirigendo verso il mondo dei rinnovabili che tra un po’ assorbiranno tutta la produzione di energia, il che ci proietta rapidamente in che cosa vuol dire una politica urbanistica di un certo tipo piuttosto che di un altro. Milano ha molto da insegnarci e può guidarci in una traiettoria che deve vedere tutti protagonisti dell’utilizzo di tecnologie in quella digitalizzazione profonda del nostro essere umani dentro un mercato che come insegnano gli OTT attraversa in modo verticale tutti i mercati, le persone, financo un giorno, le istituzioni”.  

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