Auto elettriche, l’onda non si ferma: superata soglia 20 milioni

L’espansione globale della mobilità a zero emissioni nel report dell’Iea

Il panorama della mobilità sta vivendo una metamorfosi strutturale profonda: secondo l’analisi dettagliata contenuta nel Global EV Outlook 2026 pubblicato dall’Iea, le vendite globali di auto elettriche hanno superato la soglia storica di 20 milioni di unità nel corso dell’ultimo anno. Questo risultato rappresenta un incremento del 20% rispetto alle rilevazioni precedenti, confermando che un’automobile nuova su quattro venduta a livello planetario è ora dotata di spina. La flotta circolante complessiva ha raggiunto un volume tale da sostituire il consumo di circa 1,2 milioni barili di petrolio al giorno.

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Foto di Bob Osias su Unsplash.

La traiettoria di sviluppo del settore non si limita più alle sole vetture passeggeri, ma investe con forza crescente il trasporto pesante, un comparto storicamente complesso da decarbonizzare. Le vendite di camion elettrici sono più che raddoppiate, arrivando a coprire il 9% del mercato globale dei veicoli commerciali pesanti. Questa accelerazione è guidata in larga misura dalle dinamiche industriali cinesi, dove un camion venduto su quattro è a trazione elettrica. Sebbene il prezzo d’acquisto di questi mezzi rimanga superiore rispetto alle alternative alimentate a gasolio, il costo totale di gestione lungo l’intero ciclo di vita è divenuto pienamente competitivo, ponendo le basi per una progressiva parità economica anche nei mercati occidentali entro la fine del decennio.

La Cina e la strategia dei prezzi competitivi

La Cina consolida il proprio ruolo di epicentro della transizione elettrica mondiale. Con oltre 13 milioni di vetture vendute, il mercato asiatico assorbe da solo sei auto elettriche su dieci a livello globale. L’elemento più significativo emerge dall’analisi dei costi di listino: il 70% delle vetture a batteria commercializzate in Cina presenta un prezzo inferiore rispetto alla media delle auto tradizionali a combustione interna. Nel segmento delle utilitarie e delle vetture di piccola cilindrata, i modelli elettrici hanno quasi interamente rimpiazzato i veicoli a benzina.

La saturazione del mercato interno ha spinto i costruttori cinesi a incrementare i volumi destinati all’esportazione, che hanno registrato un raddoppio toccando il record di oltre 2,5 milioni di unità trasportate all’estero. Oltre un terzo delle esportazioni automobilistiche cinesi è composto da mezzi elettrici. Questo flusso ha ridefinito gli equilibri commerciali nel Sud-Est asiatico, dove i marchi cinesi detengono ormai più della metà delle quote di mercato, e nei paesi emergenti, dove rappresentano oltre la metà delle preferenze d’acquisto. La capacità produttiva di Pechino poggia su un controllo quasi monopolistico della filiera delle batterie, controllando oltre l’ottanta per cento della produzione mondiale di celle.

La riscossa europea tra vincoli ambientali e nuovi modelli

Sul versante europeo, il mercato ha vissuto una forte accelerazione dopo una fase di stabilità relativa. Le vendite in Europa sono aumentate del 30%, superando i 4 milioni di veicoli elettrici registrati, equivalenti a una quota di mercato superiore al 27%. Questa espansione è stata determinata dall’entrata in vigore dei nuovi e più stringenti standard comunitari sulle emissioni di anidride carbonica, che impongono una riduzione del quindici per cento rispetto ai livelli di riferimento. Per conformarsi a tali parametri ed evitare severe sanzioni, le case automobilistiche hanno rimodulato i propri listini e introdotto sul mercato una gamma diversificata di modelli a prezzi più accessibili.

La Germania si conferma il principale polo di attrazione per le vetture a zero emissioni in Europa, con un incremento del 50% che ha portato le immatricolazioni alla cifra di 850 mila unità. Nel Regno Unito, l’introduzione di sussidi statali mirati per i veicoli di costo inferiore a circa 43 mila euro ha sostenuto la domanda complessiva. Il primato assoluto per quota di mercato spetta alla Norvegia, dove la quasi totalità delle nuove immatricolazioni è rappresentata da modelli elettrici a batteria, favorita da politiche fiscali di lungo corso che prevedono esenzioni parziali sui dazi e sulle tasse di acquisto per i veicoli di fascia media.

La controtendenza statunitense e l’ascesa dei nuovi mercati

Gli Stati Uniti mostrano invece segnali di forte rallentamento causati dai mutamenti nel quadro normativo e politico. L’emissione di nuovi orientamenti governativi e l’approvazione di provvedimenti legislativi volti a eliminare le sanzioni per il mancato rispetto dei vecchi standard sui consumi hanno ridotto gli incentivi all’elettrificazione per i grandi costruttori d’oltreatlantico. La fine dei crediti d’imposta per l’acquisto di auto elettriche nuove e usate ha generato un crollo delle vendite del quarantacinque per cento nell’ultimo trimestre dell’anno. Nonostante la frenata di fine anno, la quota di mercato annuale si è attestata intorno al 10%, con un totale di un milione e mezzo di veicoli distribuiti.

Al di fuori dei tre mercati principali, si osserva un dinamismo diffuso in diverse aree geografiche. In Corea le vendite sono aumentate del 65%, superando le 200 mila unità grazie alla definizione di obiettivi nazionali che prevedono una quota di veicoli a zero emissioni pari al 50% entro il prossimo decennio. Nel Sud-Est asiatico i volumi sono più che raddoppiati: il Vietnam è divenuto il mercato più elettrificato della regione con quasi il 40% delle vendite totali, sostenuto dai modelli economici del produttore nazionale. Anche in Turchia il settore ha registrato un’impennata straordinaria, quadruplicando i volumi e portando il paese al quarto posto tra i mercati europei per volume complessivo.

Auto elettriche, infrastrutture di rete e nuove frontiere tecnologiche

La crescita esponenziale del parco circolante pone sfide rilevanti per la gestione delle infrastrutture energetiche globali. Le proiezioni indicano che, sulla base delle politiche attuali, la flotta mondiale di auto elettriche escludendo i mezzi a due e tre ruote salirà a 510 milioni di unità entro la metà del prossimo decennio. Questo incremento comporterà una domanda di elettricità superiore a 1.500 terawattora, un valore sei volte maggiore rispetto ai consumi attuali, accentuando la necessità di investimenti mirati per l’adeguamento delle reti di distribuzione locali.

Parallelamente, l’innovazione tecnologica sta riducendo drasticamente i tempi di rifornimento. L’introduzione di architetture di bordo a tensione elevata e l’impiego di nuovi materiali per l’elettronica di potenza hanno permesso il debutto dei primi sistemi di ricarica rapida in grado di rigenerare l’energia della batteria in meno di dieci minuti. Sebbene la percentuale di auto in grado di supportare potenze superiori ai 250 kilowatt sia ancora ridotta, la diffusione di stazioni di ricarica ultra-rapide e su scala megawatt sta accelerando, riducendo l’ansia da autonomia e avvicinando l’esperienza d’uso del veicolo elettrico a quella dei mezzi tradizionali.

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