Plastica, Italia accelera: differenziata sfiora 1,3 milioni tonnellate

Il riciclo effettivo aggancia i target europei: i dati Corepla

L’Italia consolida la sua posizione di vertice nell’economia circolare e aggancia con precisione millimetrica gli sfidanti obiettivi fissati dalle direttive europee sul riciclo di plastica. Il bilancio ufficiale emerge dai dati divulgati dall’assemblea annuale di Corepla che delineano un quadro di netta e strutturale crescita per il sistema nazionale di gestione dei rifiuti polimerici. L’evidenza principale, e di maggiore impatto che corona l’annata passata, risiede nella quota di riciclo effettivo calcolata sul totale del materiale immesso al consumo: il Consorzio ha infatti traguardato una percentuale del 49,6%, posizionandosi di fatto in linea perfetta con il target europeo del 50% previsto proprio per la scadenza del 2025. Questo traguardo assume un valore ancora più rilevante se letto alla luce delle severe linee guida e dei rigorosi criteri di rendicontazione imposti da Eurostat, che spostano il punto di calcolo delle metriche verso le fasi finali e più restrittive del ciclo di trattamento, richiedendo una tracciabilità capillare monitorata attraverso ben 53 audit rigorosi eseguiti da soggetti terzi presso gli stabilimenti.

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Foto di Teslariu Mihai su Unsplash.

Rete logistica e istituzionale che unisce la nazione

La solidità dei risultati industriali poggia su un modello di cooperazione istituzionale e territoriale che ha ormai assunto una dimensione quasi universale. Nell’anno preso in esame, il sistema del il Consorzio Nazionale per la Raccolta, il Riciclo e il Recupero degli Imballaggi in Plastica, ha visto l’attivo coinvolgimento di 7.534 Comuni italiani, un dato che equivale al 95% delle amministrazioni municipali del Paese. Questa fitta rete di accordi ha permesso di estendere lo scudo della raccolta assistita e convenzionata al 98% della popolazione nazionale, traducendosi in un servizio quotidiano e strutturato a beneficio di circa 58 milioni di cittadini.

La governance consortile ha saputo ottimizzare l’efficienza contrattuale operando attraverso 825 convenzioni attive al 31 dicembre, dove una quota preponderante pari all’87% dei flussi complessivi è gestita tramite 345 accordi sottoscritti da soggetti delegati sul territorio, a dimostrazione di una progressiva maturazione e aggregazione della filiera logistica locale.

Il balzo nei volumi della raccolta differenziata urbana

Sul fronte dei volumi fisici, la risposta dei cittadini e delle aziende municipalizzate ha generato un flusso documentale e operativo senza precedenti. La raccolta differenziata urbana degli imballaggi in plastica ha sfiorato la soglia critica degli 1,3 milioni di tonnellate complessive. Più precisamente, la quota pro capite nazionale è salita a quota 27 chilogrammi per abitante, un valore che mette a segno un incremento netto del 3,75% rispetto alle rilevazioni dell’esercizio precedente. Gli analisti consortili sottolineano come questo trend rappresenti la stabilizzazione di un modello comportamentale diffuso.

Sebbene si assista a un progressivo appiattimento statistico dei valori attorno alla media nazionale, sintomo di una generale maturità del sistema, il rapporto evidenzia che i margini di miglioramento futuro restano concentrati prevalentemente nelle grandi aree metropolitane del Centro-Sud, territori pronti a esprimere un potenziale ancora inespresso sia in termini puramente quantitativi sia sul piano della purezza merceologica dei conferimenti.

Plastica, la mappa geografica delle eccellenze e il primato sardo

L’analisi dettagliata delle performance regionali delinea una penisola caratterizzata da picchi di assoluta eccellenza e da dinamiche di crescita generalizzate. Per il secondo anno consecutivo, la Sardegna si attesta come la regina indiscussa della raccolta pro capite nazionale, facendo registrare la cifra straordinaria di 36,7 chilogrammi per abitante. Subito dietro si posiziona la Liguria, che tocca i 35 chilogrammi per abitante anche in virtù dell’espansione operativa dei propri bacini convenzionati che hanno saputo assorbire e gestire i flussi provenienti da diversi comuni della Toscana settentrionale.

Ottimi anche i posizionamenti storici del Veneto, che si attesta a 30,9 chilogrammi, e della Campania, capace di esprimere un eccellente livello di intercettazione con 30,6 chilogrammi pro capite. Nelle posizioni di retroguardia si collocano invece il Trentino-Alto Adige con 17,9 chilogrammi e la Basilicata con 18,8 chilogrammi, contesti che tuttavia registrano incrementi percentuali incoraggianti nel corso dell’anno, confermando che nessuna area del Paese è rimasta esclusa dal moto virtuoso della transizione ecologica.

I numeri industriali del riciclo e la scomposizione dei polimeri

L’efficienza della filiera trova la sua massima espressione nelle metriche di impianto relative alle fasi di lavorazione meccanica e chimica dei materiali. A fronte di un immesso al consumo complessivo di competenza Corepla, quantificato esattamente in 1.953.379 tonnellate, il Consorzio ha instradato verso i processi di recupero un totale di 1.182.876 tonnellate di imballaggi, delle quali 969.072 tonnellate si sono trasformate in materia prima seconda effettivamente riciclata.

Scendendo nel dettaglio delle singole frazioni polimeriche, l’industria nazionale ha dimostrato una capacità selettiva formidabile: la filiera del Pet ha avviato a riciclo oltre 176.000 tonnellate traducendole in 128.553 tonnellate di materia rigenerata, mentre i polimeri ad alta densità come l’Hdpe hanno generato 70.032 tonnellate di riciclo effettivo partendo da circa 80.000 tonnellate lavorate.

Molto rilevanti sono anche i dati inerenti alla frazione del film, capace di restituire 134.234 tonnellate di prodotto riciclato, e del polipropilene flessibile che contribuisce con 47.679 tonnellate. La quota maggioritaria dei volumi finali resta legata agli imballaggi misti, che da soli contano ben 208.419 tonnellate di effettivo riciclo meccanico.

Nuove frontiere tecnologiche tra commercio e industria

Il bilancio operativo del 2025 non si esaurisce con la gestione della raccolta urbana, ma amplia i propri confini toccando la gestione indipendente e le piattaforme destinate ai settori merceologici del commercio e dell’industria. Da queste ultime piattaforme coordinate sono giunte a riciclo effettivo quasi 36.000 tonnellate di imballaggi plastici ad alto valore industriale, mentre i canali di gestione indipendente accreditati hanno garantito il recupero di ulteriori 303.679 tonnellate. Sul versante dell’innovazione tecnologica e della ricerca applicata, l’anno è stato contraddistinto dal consolidamento della sperimentazione pionieristica legata alla norma internazionale ISO 4349.

Questa specifica metodologia ha consentito al Consorzio di quantificare scientificamente la frazione di plastica riciclata sotto forma di ossidi stabili integrati all’interno delle ceneri e incorporati nel clinker cementizio, derivanti dai processi di co-combustione dei flussi di Plasmix e Combustibile Solido Secondario all’interno dei cementifici, aprendo scenari normativi e industriali di fondamentale importanza per la valorizzazione delle frazioni plastiche più complesse e non altrimenti riciclabili mediante i tradizionali processi meccanici.

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