Auto elettriche, l’Italia apre il 2026 in crescita (+39%), ma pesa l’incognita incentivi

A gennaio le immatricolazioni BEV sfiorano le 10.000 unità, portando la quota di mercato al 6,6%. Ma Motus-E lancia l'allarme: "Senza una programmazione fiscale per le flotte, rischiamo di diventare un mercato di secondo piano".

Il mercato automobilistico italiano inaugura il 2026 con un segnale di dinamismo per la mobilità a zero emissioni. Secondo gli ultimi dati sulle immatricolazioni, il mese di gennaio ha fatto registrare 9.321 nuove auto full electric (BEV), segnando un balzo del +39,3% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

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Un risultato incoraggiante che porta la quota di mercato delle auto elettriche pure al 6,6% (era il 5% a gennaio 2025) e spinge il parco circolante elettrico totale in Italia a quota 373.683 unità. Tuttavia, dietro questi numeri si cela un “effetto trascinamento”: il mercato sta ancora smaltendo le consegne dei veicoli acquistati grazie all’ultima ondata di incentivi dello scorso ottobre, andati esauriti in appena 48 ore.

Il mercato totale e il confronto europeo

Mentre il mercato auto nazionale nel suo complesso cresce del 6,1% (142.320 immatricolazioni totali), il confronto con i partner europei evidenzia ancora un gap profondo. Se l’Italia fatica a superare la soglia del 6-7%, nel resto d’Europa i volumi sono stabilmente più alti:

  • Regno Unito: 23,5% di market share

  • Francia: 20,1%

  • Germania: 19,1%

  • Spagna: 9%

L’allarme di Motus-E: “Serve una strategia per le flotte”

Nonostante l’inizio d’anno positivo, le prospettive a medio termine preoccupano gli operatori del settore. Fabio Pressi, presidente di Motus-E, sottolinea come la crescita attuale sia legata a misure passate, mentre il futuro appare incerto.

“In Francia e Spagna gli incentivi sono stati confermati, e la Germania ha reintrodotto bonus per oltre 3 miliardi di euro nonostante una crescita già solida”, osserva Pressi. “In assenza di una pianificazione accurata dei supporti alla domanda, l’Italia rischia seriamente di diventare un Paese di secondo piano nello scacchiere automotive europeo”.

Il nodo della fiscalità aziendale

La vera partita per la transizione, secondo gli stakeholder, si gioca sulle auto aziendali. Nel corso dell’ultimo Tavolo Automotive, è emersa l’urgenza di riformare una fiscalità ferma agli anni ’90. L’adeguamento dei target alle proposte di Bruxelles per le flotte aziendali è considerato il passaggio decisivo per stabilizzare la domanda e allineare l’Italia ai grandi mercati continentali.

Indicatore Valore Variazione (su Gen. 2025)
Immatricolazioni BEV (100% elettriche) 9.321 +39,3% 📈
Quota di mercato (Market Share) 6,6% (era il 5%)
Parco circolante elettrico totale 373.683
Mercato Auto Totale (tutte le alimentazioni) 142.320 +6,1%

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