Il reale potenziale economico della mobilità a guida autonoma risiederebbe nella raccolta e gestione dei dati che questi veicoli sono in grado di generare. Secondo una valutazione di Intel queste vetture produrrebbero ogni giorno quattro terabyte di dati, un valore pari a 8 milioni di foto digitali. Informazioni preziose che, come ha spiegato ad Axios l’analista del gruppo bancario Morgan Stanley, Adam Jonas, permettono di profilare il comportamento dei passeggeri e dei conducenti, creando maggior interesse tra gli investitori rispetto alla tecnologia in sè. “Il valore è nei dati e in ciò che puoi fare con queste informazioni“, ha spiegato Jonas ad Axios. Non a caso a Wall Street gli investitori mostrano una spiccata preferenza per quelle aziende operanti nel settore dei veicoli autonomi che si caratterizzano per un approccio più incentrato sull’analisi dei dati. 

L’esempio di Waymo

In quest’ottica ben si comprende come una realtà come Waymo, che fa capo a Google Alphabet, ottenga valutazioni estremamente positive. Il valore dell’aziende è stimato attualmente intorno ai 37 miliardi di dollari, ma si potrebbe arrivare a raggiungere quota 175 miliardi in uno scenario di elevata diffusione dei veicoli autonomi. Una performance su cui influisce in modo rilevante lo stretto legame con Google e con il comparto dell’analisi dei dati.

Intelligenza artificiale per riconoscere le indicazioni del vigile urbano

Tra le soluzioni di cui Waymo ha dotato i suoi veicoli c’è anche un sistema di intelligenza artificiale. Questa soluzione permetterebbe alle vetture di rilevare e interpretare i movimenti del vigile urbano, nel caso in cui il semaforo fosse guasto. L’azienda ha diffuso un video sul suo canale youtube in cui si vede come le vetture agiscono in modo smart nel caso in cui non sia presente il semaforo. 

Il progetto di Apple

Ma Google non è l’unico colosso informatico ad affrontare le sfide della mobilità autonoma. Anche Apple dal 2014 è al lavoro su un modello di auto elettrica autonoma per il quale ha recentemente presentato, su base volontaria, una breve relazione, relativa a questioni di sicurezza del veicolo, al governo Federale degli Stati Uniti. Il progetto è denominato Titan è al momento è in fase di sperimentazione.

La questione della regolamentazione

Una delle questioni che lo sviluppo dei veicoli a guida autonoma pone è sicuramente quella delle norme per regolamentare il traffico di queste vetture. Solo per fare un esempio, in America una delle questioni di cui si sta discutendo è la modalità più efficiente per gestire il traffico di robot per la consegna dei pacchi, come nel caso di colossi tecnologici come Amazon o di diverse realtà del del settore food. L’ipotesi che il legislatore sta valutando è quella di adottare un approccio cauto alla questione. L’idea sarebbe quella di introdurre un limite alle dimensioni di questi veicoli. Oltre a questo si sta valutando di farli circolare solo sui marciapiedi e di far si che questi robot siano monitorati da operatori umani.

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Redazione
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