A Milano una strada al grafene e plastica riciclata

Una pavimentazione ad elevata resistenza e riciclabile al 100%

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Iterchimica ha dato il via ieri mattina a Milano a un progetto sperimentale per testare le prestazioni di un innovativo asfalto sostenibile che sfrutta il grafene. Nell’ambito di questa iniziativa, promossa in collaborazione con la città Metropolitana di Milano, l’azienda, che è specializzata nella realizzazione di additivi per asfalto, ha applicato un supermodificante di ultima generazione, il Gipave, su un tratto di circa 550 metri della Strada provinciale 35 Milano-Meda. Un primo step di un percorso più ampio che a inizio ottobre proseguirà su un tratto da 600 metri della strada provinciale 40 per Lacchiarella. Nello specifico l’obiettivo è quello di dare ulteriore validità a una serie di dati, ottenuti nella fase di ricerca in laboratorio e poi corroborati da una sperimentazione realizzata a Roma l’anno scorso sulla Ardeatina, che certificano un aumento della durata della pavimentazione pari al 250%.

La realizzazione dell’additivo

Il progetto per la realizzazione dell’additivo al grafene Gipave, è stato finanziato nell’ambito di un bando di Regione Lombardia (POR FESR 2014-2020/innovazione e competitività). L’iniziativa ha visto la collaborazione di G.Eco (Gruppo A2A), l’Università degli Studi di Milano Bicocca e Directa Plus. Il grafene utilizzato nel nuovo supermodificante è fornito dall’azienda italiana Directa Plus.

Un materiale resistente e riciclabile

I vantaggi in termini di sostenibilità ambientale di questa pavimentazione, secondo l’azienda, si esplicano nella sua elevata resistenza e nella possibilità di riciclare al 100% il materiale per poi reinserirlo nuovamente nel ciclo produttivo.La durata superiore delle pavimentazioni realizzata con Gipave rispetto a quelle tradizionali – ha spiegato a Canale Energia l’amministratore delegato di Iterchimica Federica Giannattasio – è l’elemento che rappresenta il miglior vantaggio da un punto di vista ambientale. A ciò si aggiunge il fatto che abbiamo individuato, nell’ambito di uno studio durato tre anni, un particolare tipo di plastica da recupero da inserire all’interno dell’additivo. Infine un’altra caratteristica importante di questo materiale innovativo è il fatto che, una volta arrivato a fine vita, può essere riciclato al 100% ed essere impiegato nella produzione di nuove pavimentazioni“. 

Costi

Per quanto riguarda la questione costi, invece, l’ad di Iterchimica Giannattasio ha spiegato come il surplus legato alla scelta di questo materiale innovativo verrebbe bilanciato dai vantaggi in termini di riduzione della manutenzione e di allungamento della vita utile del prodotto. “I costi dovrebbero essere superiori di circa il 10-15 % rispetto a una  pavimentazione tradizionale, ma va sottolineato che fino ad oggi i nostri risultati sperimentali mostrano una durata del prodotto di 2 volte e mezza/tre volte superiore rispetto alle pavimentazioni tradizionali“. 

Promuovere l’innovazione

L’iniziativa, ha sottolineato la vicesindaca della città Metropolitana di Milano, Arianna Censi, è uno dei filoni su cui l’amministrazione sta concentrando l’attenzione nel suo percorso di promozione dell’innovazione tecnologica sul territorio. “Per noi l’innovazione è legata alla sostenibilità in modo indissolubile e si traduce in una migliore durata del materiale, nella riduzione della necessità di manutenzione, nella capacità di performare in modo efficace durante i diversi eventi meteorologici, ma soprattutto nella possibilità di riciclare i materiali utilizzati”.  

Guarda il servizio video con le interviste all’amministratore delegato di Iterchimica, Federica Giannattasio e alla vicesindaca della Città Metropolitana di Milano, Arianna Censi

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