Il panorama energetico mondiale sta attraversando una trasformazione senza precedenti, destinata a ridisegnare gli equilibri di produzione di energie rinnovabili nei prossimi cinque anni. Secondo le analisi più recenti fornite dalla piattaforma di intelligence GlobalData, la capacità installata a livello globale è proiettata verso una crescita vertiginosa. Partendo da una base di 4,1 TW stimata per il 2025, il settore dovrebbe più che raddoppiare, raggiungendo l’impressionante cifra di 8,4 TW entro il 2031. Questo incremento si traduce in un tasso di crescita annuale composto del 13%, sostenuto principalmente dalla scalabilità del fotovoltaico, da una costante riduzione dei costi tecnologici e da quadri normativi sempre più favorevoli.

Primato dell’area Apac e nuovo regno del fotovoltaico
Nel corso del 2025, la capacità rinnovabile mondiale ha toccato nuovi vertici storici, con la regione Asia-Pacifico a fare da capofila indiscussa. La Cina, in particolare, ha consolidato la sua posizione di leader globale, guidando le installazioni eoliche con quasi 700 GW e quelle solari con 1.550 GW. Un passaggio epocale è stato registrato proprio quest’anno: il solare fotovoltaico è ufficialmente emerso come la principale fonte di generazione elettrica rinnovabile, superando per la prima volta l’eolico.
Rehaan Aleem Shiledar, analista di GlobalData, nella nota stampa evidenzia come questa inversione di tendenza sia supportata dai numeri, stimando una produzione solare di 2.800 TWh contro i 2.770 TWh generati dall’eolico. Attualmente, il fotovoltaico domina il mix delle capacità verdi con una quota del 56,1%, seguito dall’eolico al 33,5% e dalle biomasse al 5,3%.
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Rinnovabili: dinamiche nazionali e il peso della produzione cinese
Il successo del solare è intrinsecamente legato alla spinta massiccia del governo di Pechino. La Cina, mossa da ambiziosi obiettivi di neutralità carbonica e da investimenti capillari nella catena di fornitura, ha generato da sola 1.150 TWh di energia solare nell’ultimo anno, coprendo circa il 41% dell’intera produzione mondiale del comparto.
Alle sue spalle si posizionano Stati Uniti e India, con produzioni rispettivamente di 486 TWh e 189 TWh. In entrambe le nazioni, la crescita è alimentata da regimi politici abilitanti, come l’Inflation Reduction Act americano e le missioni solari nazionali indiane, oltre alla necessità impellente di decarbonizzare i sistemi elettrici nazionali per rispondere alla crisi climatica.
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L’intelligenza artificiale come cervello del sistema energetico
Oltre ai pannelli e alle turbine, una nuova forza silenziosa sta rivoluzionando il settore: l’intelligenza artificiale. L’IA sta emergendo come un catalizzatore fondamentale, agendo come una sorta di sistema nervoso centrale capace di gestire l’intermittenza delle fonti rinnovabili. Shiledar spiega che l’impiego di algoritmi avanzati è diventato indispensabile per interpretare flussi massicci di dati, ottimizzare lo stoccaggio e coordinare le reti intelligenti in tempo reale.
Questo approccio non solo riduce i costi operativi e gli sprechi di energia, ma rinforza la resilienza complessiva della rete. Colossi industriali come Vestas, JinkoSolar e First Solar stanno già implementando queste tecnologie su vasta scala per migliorare l’affidabilità dei propri asset.
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La fame energetica dei data center e le nuove alleanze tech
Parallelamente, lo sviluppo dell’IA sta creando una domanda di energia senza precedenti attraverso l’espansione dei data center. I grandi operatori tecnologici, noti come hyperscaler, stanno accelerando gli investimenti in soluzioni energetiche sostenibili per alimentare i propri carichi di lavoro senza tradire gli impegni di decarbonizzazione.
Si moltiplicano quindi le partnership strategiche tra aziende tecnologiche e fornitori di energia. Tra gli esempi più rilevanti, la collaborazione tra Google e NextEra Energy per lo sviluppo di centri dati alimentati da energia pulita su scala gigawatt, e l’accordo tra Equinix e CleanMax per un progetto di energia rinnovabile dedicata da 33 MW, segnali chiari di come la domanda guidata dal settore digitale stia diventando un pilastro del mercato elettrico.
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La spinta delle rinnovabili: un mondo a due velocità e il distacco dagli Stati Uniti
Il futuro della transizione appare tuttavia segnato da una divergenza geografica definita da Shiledar come un’espansione a due velocità. Mentre il resto del mondo accelera verso investimenti record, gli Stati Uniti stanno entrando in una fase di maggiore volatilità. Il mutamento degli indirizzi politici della seconda amministrazione Trump, orientata maggiormente verso i combustibili fossili a discapito degli incentivi verdi, sta rallentando la messa a terra dei progetti americani e aumentando i costi.
Al contrario, l’economia della pulizia in Cina corre senza sosta, avendo contribuito per oltre un terzo alla crescita economica complessiva del Paese nel 2025. Il risultato finale è un progressivo disaccoppiamento del mercato globale dalle politiche federali statunitensi: la transizione mondiale prosegue la sua marcia, trainata da economie di scala e necessità aziendali che sembrano ormai prescindere dalle decisioni di Washington.
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