Relazione Arera 2025: integrare i mercati e armonizzare gli strumenti a beneficio dei cittadini

L'Aula dei Gruppi Parlamentari della Camera ha ospitato oggi 17 giugno l’attesa presentazione che coincide con il trentennale della legge istitutiva l’Autorità.

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Non sono pochi gli elementi che il 2024 ha portato con sé: dal percorso di fine tutela per energia elettrica e gas all’attivazione dei servizi di vulnerabilità, ai mutati assetti geopolitici e le relative conseguenze.

Nell’ambito della politica energetica dell’Unione Europea, il 2024 ha visto la chiusura del capitolo delle misure legislative di emergenza introdotte nel 2022. A livello europeo, lo scorso anno è stato caratterizzato dall’introduzione di nuovi atti normativi per il quadro energetico dell’Unione. Tra questi spicca il primo pacchetto legislativo sull’idrogeno e la riforma del mercato dell’energia elettrica. Di rilievo anche il regolamento sulla protezione dalla manipolazione del mercato energetico, che rafforza il ruolo dell’Acer (Agenzia per la cooperazione fra i regolatori dell’energia), e la direttiva sulla prestazione energetica nell’edilizia con nuovi obiettivi.

Dal lato italiano, l’Arera ha riflettuto sul ruolo cruciale del regolatore in un contesto nazionale e globale dominato dall’incertezza.  Nel suo discorso, il presidente Besseghini ha sottolineato la funzione della regolazione che, per sua natura, deve assicurare una distribuzione imparziale di costi e benefici, senza lasciare indietro le fasce più deboli della popolazione. A tal fine, l’Autorità lavora per consolidare il rapporto di fiducia tra cittadini e fornitori. Si è evidenziato anche come le traiettorie di abbandono delle fonti energetiche tradizionali non siano state altrettanto incisive quanto invece l’introduzione delle nuove fonti.

Tutto questo deve tradursi in misure concrete volte a garantire maggiore trasparenza nei rapporti contrattuali. E’ stato sottolineato che l’Arera si è attivata per sbloccare gli incentivi sociali per l’elettricità e il gas destinati alle famiglie in difficoltà economica. Non solo supporto, ma anche vigilanza e sanzioni: particolare importanza rivestono le misure nei confronti di operatori responsabili di gravi irregolarità e i controlli sui call center, per verificare il rispetto del codice di condotta commerciale.

“Tutte le istituzioni nel rispetto dei propri ruoli sono dunque chiamate a seguire con attenzione l’evoluzione di questi settori e a promuovere un confronto costruttivo su regole, investimenti e diritti perché dietro ogni decisione regolatoria ci sono le persone reali. Ci sono famiglie che affrontano il peso delle scelte, imprese che cercano di rimanere competitive”, ha commentato il presidente Stefano Besseghini.

Addio alla maggior tutela per i non vulnerabili

Il 2024 è stato caratterizzato dalla quasi totale dismissione del Servizio di Maggior Tutela per l’elettricità. Sebbene persistano differenze con il mercato libero, gli strumenti a disposizione si stanno rafforzando per favorire una maggiore competizione.

Le prime rilevazioni annuali indicano che le vendite del Servizio di Maggior Tutela si sono attestate a 8,5 TWh, servendo circa 5,6 milioni di punti di prelievo. E’ stata inoltre osservata una netta contrazione dei consumi di questo settore rispetto al 2023, accompagnata da una diminuzione del numero di utenze servite. In particolare tra il 2023 e 2024 hanno abbandonato il servizio circa 3,7 milioni di clienti domestici. Questo andamento riflette la progressiva dismissione del servizio: dopo essere stato riservato ai soli clienti domestici a partire dall’aprile del 2023, da luglio 2024 il Servizio di Maggior Tutela è divenuto accessibile esclusivamente ai clienti vulnerabili.

Contemporaneamente, dal 1° luglio 2024, i clienti domestici non vulnerabili che non avevano ancora scelto un fornitore nel mercato libero sono stati automaticamente trasferiti al Servizio a Tutele Graduali. Questo servizio transitorio, che durerà fino al 2027, è gestito da sette fornitori selezionati tramite aste, con Enel Energia e Hera che si sono aggiudicate il maggior numero di aree territoriali.

I primi dati sul Servizio a Tutele Graduali indicano vendite per 3,1 TWh di energia elettrica, con i consumi delle utenze residenziali che rappresentano l’84% dei volumi totali. Questa transizione mira a incentivare la concorrenza nel mercato libero e a offrire nuove opportunità ai consumatori.

Aumento della domanda elettrica: trainano residenziale e rinnovabili

Nel 2024 la richiesta di energia elettrica in Italia ha registrato un + 2,3% rispetto all’anno precedente, raggiungendo i 312,7 TWh. Questo incremento, che segna una netta ripresa dei consumi, ha interessato quasi tutti i settori, con la sola eccezione dell’industria, che ha invece visto una contrazione.

La domanda è stata soddisfatta per l’83,7% dalla produzione nazionale, che si attesta a 273,3 TWh (+3,2% rispetto al 2023), e per il restante 16,3% dal saldo con l’estero. Un dato particolarmente rilevante riguarda le fonti di produzione: mentre la generazione termoelettrica è diminuita del 6%, la produzione da Fonti di Energia Rinnovabile (Fer) ha registrato un significativo aumento del 14,9%, confermando il crescente peso delle energie pulite nel mix energetico italiano. Da considerare anche le perdite di rete, che ammontano a 19,6 TWh.

Il gruppo Enel si conferma primo produttore con una quota del 13,4% seguito dal gruppo Eni al 9,1%

Domanda e offerta di gas: cresce il biometano, scendono le importazioni

Dopo due anni di forte contrazione, i consumi di gas naturale in Italia mostrano una lieve ripresa nel 2024. Il consumo lordo ha raggiunto i 61,9 miliardi di metri cubi, segnando un aumento di 0,4 miliardi rispetto all’anno precedente. Questa inversione di tendenza è accompagnata da un dato incoraggiante sul fronte della produzione interna.

La produzione nazionale di gas naturale ha registrato un aumento significativo del 7,8%, attestandosi a 2.940 milioni di metri cubi. A trainare questa crescita è soprattutto il biogas, con il biometano che nel 2024 ha superato i 200 milioni di metri cubi, rappresentando l’8,4% della produzione nazionale. In questo scenario, Eni si conferma leader, controllando il 65% della produzione.

Parallelamente, le importazioni nette sono diminuite, scendendo a 58,5 miliardi di metri cubi dai 59,2 miliardi del 2023. Sul fronte dei consumi settoriali, si registra un lieve incremento delle riconsegne ai settori produttivi (+1,7%) e una crescita anche per i volumi destinati agli impianti di distribuzione.

Prezzi e tariffe

Elettrico: aumentano le tariffe per il 2025, il mercato libero torna più caro della tutela

A fine 2024 sono stati aggiornate le tariffe per l’erogazione dell’energia elettrica, applicate a partire dal 2025, interessando sia i clienti domestici che quelli non domestici. La tariffa media nazionale a copertura dei costi di trasmissione, distribuzione e misura è stata fissata a 3,830 c€/KWh, registrando un aumento rispetto ai valori del 2024.

condizioni economiche di maggior tutela
condizioni economiche di maggior tutela

Un dato significativo emerge dal confronto tra i due servizi: un incremento che si traduce in bollette più care per i consumatori. Dopo la temporanea inversione di rotta del 2022, il mercato libero presenta nuovamente valori superiori rispetto al servizio di maggior tutela per tutte le classi di consumo.

Gas, nel 2024 prezzi in calo ma le famiglie pagano di più

Lo scorso anno il prezzo medio del gas al netto delle imposte per i clienti finali si è attestato a 71 c€/m3, segnando un’ulteriore diminuzione del 6,5% rispetto al 2023. Nonostante il calo generale, l’analisi rivela una disparità tra le diverse categorie di consumatori. Le grandi aziende, come quelle industriali e i produttori di energia elettrica, hanno beneficiato dei prezzi mediamente più bassi. Al contrario, le piccole e medie imprese e, soprattutto, le utenze domestiche hanno continuato a sostenere costi più elevati. In altre parole, sono state le famiglie a pagare di più per il gas.

Un’analisi decennale dei prezzi per i clienti domestici, confrontando il mercato libero e il servizio di tutela, evidenzia come quest’ultimo abbia offerto prezzi più vantaggiosi in quasi tutti gli anni considerati, con la sola eccezione del 2022, quando il mercato libero si è dimostrato più conveniente.

Modernizzare la rete idrica e affrontare il clima che cambia

L’Italia si trova ad affrontare un bivio cruciale nella gestione delle risorse idriche, strette tra la morsa della siccità e l’impatto di alluvioni sempre più frequenti. La crescente pressione sulle falde acquifere e il rischio di tsunami costringono il settore a un cambio di paradigma: la gestione dell’acqua non può più limitarsi al mero costo del servizio, ma deve considerare l’impatto complessivo.

Questa nuova prospettiva impone due imperativi: un coordinamento più efficace tra gli attori coinvolti nella gestione dell’acqua e un coinvolgimento più ampio nella copertura dei costi.

Nel 2024, un’iniezione di fondi è arrivata dal pacchetto Next Generation EU. Nello specifico, la misura M2C4, focalizzata sulla riduzione delle perdite idriche tramite la digitalizzazione, ha visto lo stanziamento di risorse aggiuntive per 1,024 miliardi di euro.

Questo significa un impulso significativo agli investimenti infrastrutturali nel servizio idrico integrato, con un contributo stimato di circa 4 miliardi di euro tra il 2021 e il 2026. Un passo fondamentale per rendere la gestione delle risorse idriche più resiliente e sostenibile di fronte alle sfide del cambiamento climatico.


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Consulente e ricercatrice freelance in ambito energetico e ambientale, ha vissuto a lungo in Europa e lavorato sui mercati delle commodity energetiche. Si è occupata di campagne di advocacy sulle emissioni climalteranti dell'industria O&G. E' appassionata di questioni legate a energia, ambiente e sostenibilità.